Roma. Sono ore decisive in Rai per il futuro di Sigfrido Ranucci e di Report: si lavora alla definizione di una ricollocazione per il giornalista, mentre per la sua successione alla guida della trasmissione di inchiesta di punta di Rai3 prende sempre più quota la soluzione interna, alla squadra del programma o comunque all’azienda.
No al “collettivo”
La Rai potrebbe sciogliere la riserva oggi, a chiusura di una settimana di incontri e contatti. L’orientamento del vertice aziendale è offrire a Ranucci un incarico in linea con la sua qualifica (è vicedirettore ad personam dell’Approfondimento), per evitare il rischio di una causa per demansionamento. Sul piatto ci sarebbero sicuramente il Tg3 e Rainews, testate per il quale ha già lavorato. Quanto al futuro di Report, non trovano conferma le ipotesi di un “rullo” di inchieste senza conduzione in studio né di un’alternanza di conduttori. Si fa strada invece la soluzione interna: il nome ancora non c’è, restano in pista Giorgio Mottola, Giulio Valesini, Giulia Innocenzi. Sarebbero tramontate, invece, le ipotesi di affidare il programma all’ex Sabrina Giannini, a Riccardo Iacona, al lavoro per Presadiretta, al via il 13 settembre, oppure a Massimo Giletti, Federico Ruffo o Peter Gomez, già impegnati con i rispettivi programmi.
Polemica con FdI
Contro «qualsiasi ipotesi di conduttore e capoautore esterno» alla guida di Report si schierano gli inviati della trasmissione: «All’interno della redazione ci sono già le professionalità necessarie, che in questi anni hanno fatto funzionare la macchina del programma. Qualsiasi scelta differente sarà da noi giudicata come ostile e tesa alla normalizzazione e al commissariamento del programma», è l’altolà nel documento inviato al direttore dell’Approfondimento, Paolo Corsini, che il 2 settembre incontrerà la redazione. E non mancano tensioni interne. Una parte della squadra resta schierata col conduttore e ha inviato a Corsini un documento di minoranza. Ranucci intanto posta sui social alcune dichiarazioni del presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone (FdI), che «si complimenta con i giornali di Angelucci per i 2800 articoli fatti in questi ultimi due mesi su di me, propedeutici al mio allontanamento da Report».
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