Primarie.

Renzi rilancia Salis: «È il nome più forte» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Tutti cercano il centro, ma ciascuno lo vede da una parte diversa. Sulle primarie del centrosinistra, tra il sì e il no e un toto-nomi che si allunga di giorno in giorno, emerge sempre più nitidamente il disegno di Renzi. Lo scontro tra Elly Schlein e Giuseppe Conte è una semplice «guerra di posizionamento», taglia corto il leader di Italia Viva in un’intervista al Corriere della Sera, certo che la strada da seguire per battere Giorgia Meloni alle urne abbia i contorni del modello Genova: una corsa senza veti e un volto capace di sfondare i recinti dei partiti. Quello appunto di Silvia Salis. «È il nome più forte per guidare questa scommessa», la lancia l’ex premier, salvo subito precisare: «Dev’essere aiutata, non strattonata».

L’investitura c’è, anche se i tempi sono ancora troppo acerbi perché assuma tutti i crismi di una candidatura. Lo snodo potrebbe arrivare a ottobre, quando Salis presenterà il suo libro “È già domani”. Un futuro prossimo che Renzi immagina da Palazzo Tursi a Palazzo Chigi. Il suo calcolo parte da un presupposto aritmetico: Pd, Avs e M5s insieme valgono il 38%. «Non basta per vincere. Serviamo noi, anche noi», evidenzia il fondatore di Italia viva. E di Silvia Salis anche Goffredo Bettini parla come di un «rebus», una «donna intelligente e coraggiosa», capace di pescare nell’astensione. Tutti la evocano, lei per ora tace e fa la sindaca.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI