Caos rifiuti.

Plastica, stoccaggio temporaneo al Cacip di Macchiareddu 

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Una via d’uscita temporanea, ma indispensabile per scongiurare la paralisi nella raccolta della plastica, proprio sotto Ferragosto: il Cacip, in accordo con la Regione, ha messo a disposizione un proprio spazio con una capienza di mille tonnellate.

Sono stati l’assessora sarda all’Ambiente, Rosanna Laconi, e il presidente del Consorzio industriale provinciale di Cagliari, Beniamino Garau, sindaco di Capoterra, a sottoscrivere l’intesa che dà un respiro di una dozzina di giorni. «Le nuove aree di stoccaggio temporaneo – si legge in una nota diffusa dagli uffici di Laconi – sono operative da oggi alle 7», secondo un cronoprogramma a cui ha lavorato anche il Tecnocasic, la controllata del Consorzio che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. Garau, dal canto suo, fa sapere che «a fine settembre dovrebbe entrare in funzione il nuovo impianto di Assemini, con una capacità di stoccaggio di 14mila tonnellate, ma parliamo comunque di misure tampone».

Operativamente, a Macchiareddu vengono spostati gli imballaggi che si sono accumulati alla So.Ma Ricicla, dove finisce la plastica del Sud Sardegna: l’azienda è andata in overbooking per via del blocco nazionale di Corepla, il Consorzio nazionale che gestisce la filiera dello smaltimento in Italia, a sua volta ingolfata, soprattutto a causa della concorrenza cinese che vende plastica vergine a prezzi stracciati, facendo crollare la domanda dei polimeri misti nostrani.

Dalla Regione avvisano i Comuni che i conferimenti non andranno fatti al Tecnocasic ma sempre alla So.Ma Ricicla, «man mano che il trasferimento delle eccedenze consentirà di liberare capacità operativa nel piazzale della società».

Ieri intanto l’assessora Laconi, insieme ai presidenti di Anci Sardegna e Unione delle Province Sarde (Upi), rispettivamente Daniela Falconi e Mauro Usai, ha inviato una missiva ai prefetti dell’Isola, visto il «progressivo aggravarsi della situazione determinato dall'irregolarità e dall'insufficienza dei ritiri assicurati da Corepla. Una condizione che ha provocato la saturazione delle piattaforme di selezione e stoccaggio, prima nel Nord sardo e successivamente nel Sud, facendo emergere il rischio di rallentamenti o interruzioni dei servizi comunali di raccolta».

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