«Dobbiamo aumentare i sistemi di videosorveglianza nei nostri paesi», dice la sindaca di Fonni e presidente regionale dell’Anci, Daniela Falconi. «Questa è l’indicazione che abbiamo ricevuto. Ci adegueremo».
Ecco perché ieri mattina in prefettura a Nuoro si è riunito di nuovo il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, a due settimane di distanza dal precedente incontro, sempre sullo stesso tema. Un territorio ferito, che si scopre improvvisamente insicuro. Dove gli assalti ai bancomat sono in costante aumento e la situazione preoccupa: Mamoiada e Fonni gli ultimi due episodi eclatanti.
Nel paese dei Mamuthones l’assalto alle Poste, nel centro montano quello al Banco di Sardegna. Ora si corre ai ripari, anche grazie ad appositi finanziamenti ministeriali.
Modello virtuoso
Rafforzare le misure di contrasto e vigilanza. È questa la linea emersa dal palazzo di via Deffenu a Nuoro. Il Comitato, presieduto dal viceprefetto vicario, Alberto Raimondi, è stato convocato in tutta fretta per «affrontare la recrudescenza degli assalti agli sportelli Atm di banche e uffici postali».
D’altronde, gli ultimi episodi hanno mostrato delle allarmanti modalità d’azione da parte dei malviventi.
Ultimi assalti
Furgoni usati come ariete per scardinare le vetrate delle Poste di Mamoiada, nel tentativo fallito di mettere le mani sulla cassaforte, appena un mese fa; esplosivo e strade disseminate di chiodi, invece, per l’assalto al bancomat di Fonni, avvenuto un mese prima, a giugno. Insomma, gruppi organizzati, spavaldi, armati fino ai denti, che hanno potuto agire indisturbati anche per l’assenza di un adeguato sistema di videosorveglianza, aspetto che purtroppo accomuna parecchi Comuni dell’interno.
Il tavolo
Viceprefetto a parte, al tavolo nuorese hanno preso parte i vertici delle forze dell’ordine. Quindi, diversi sindaci del territorio, collegati perlopiù in videoconferenza. La riunione di ieri mattina arriva a pochi giorni di distanza da quella convocata dalla prefetta Alessandra Nigro, lo scorso 13 agosto.
Videosorveglianza
Già in quell’occasione erano state date specifiche direttive agli istituti di credito e agli uffici postali «in merito al potenziamento delle misure di difesa “attiva”, tramite l’incremento della vigilanza fissa da parte degli operatori degli istituti di vigilanza privata e l’installazione di videocamere».
Adesso, però, i sindaci studiano interventi, su invito della prefettura.
L’impegno
La sindaca Falconi aggiunge: «Faremo più attenzione alla videosorveglianza. In molti paesi non è neppure attiva. Certo, finanziamenti a parte, c’è un problema di risorse umane e manutenzioni. Non basta accedere ai fondi per l’installazione - conclude -, bisogna pure considerare i pochi uomini che abbiamo a disposizione».
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