Sono entrati sollevando la serranda di un’attività chiusa al piano terra. Da lì hanno raggiunto un cavedio interno, e con degli attrezzi hanno forzato le porte finestra degli appartamenti ai piani superiori. Non è la prima volta che la palazzina in via Dettori, inagibile dal 2023, viene presa di mira dai ladri: era già successo un anno fa. La scorsa notte le dinamiche sono state diverse: nuovo punto di accesso, una tecnica più organizzata per riuscire ad entrare in tutte le case. Per i proprietari però resta lo stesso problema che gli ha accompagnati per tutti questi anni. Un palazzo fantasma chiuso per loro e aperto per chiunque voglia entrarci la notte.
Le voci
«Non so nemmeno cosa abbiano preso o se hanno distrutto qualcosa», racconta Giampaolo Piras che questa volta, a differenza dello scorso anno, si è ritrovato l’appartamento tra quelli svaligiati. «Potrebbero essere stati quelli della scorsa volta. Non essendoci riusciti avranno pensato chissà cosa c’è dentro». Un vicino, dopo aver sentito dei rumori, ha avvertito Piras e altri proprietari che hanno contattato le forze dell’ordine. Due persone sono state fermate e denunciate dai carabinieri. Lui è rimasto lì ad aspettare fino alle due del mattino: «Ormai siamo esausti», dice.
I palazzi
Insieme a Piras c’era anche Annalisa Putzolu, altra proprietaria, presente all’arrivo dei carabinieri. «Hanno sfondato la porta blindata poi sono andati via per i tetti. Hanno messo tutto a soqquadro, chissà cosa stavano cercando».
Il palazzo preso di mira porta addosso ancora i segni di quel 7 gennaio 2023, quando il cedimento del terreno sotto via Dettori causò i crolli che resero inagibili diverse palazzine. La via fu chiusa per motivi di sicurezza e riaperta solo un anno dopo, nel 2024.
Da allora per il condominio è cambiato poco: gli ingressi sono per metà transennati oppure raggiungibili scavalcando reti e impalcature, come hanno fatto i ladri lo scorso anno. Di fronte all’edificio il degrado si è preso gli spazi che un tempo appartenevano alla passeggiata. Le recinzioni che dovrebbero contenere i piloni di sostegno sono diventate una discarica per rifiuti di ogni tipo: bottiglie, cartacce, cibo, buste di plastica accumulate negli angoli, dove nelle serate di movida questi spazi si trasformano in bagni pubblici di fortuna.
Lo scenario
Dietro l’inagibilità della struttura c’è una causa civile con Abbanoa che va ormai avanti da anni. L’udienza viene continuamente rinviata, adesso per il prossimo due dicembre. Restano ancora da chiarire le responsabilità che vengono rimbalzate da istituzioni a privati, ma i tempi giudiziari sono lunghi. Nel frattempo, anche chi ha un mutuo acceso su una casa che non può abitare continua a pagare un affitto altrove, senza alcun sostegno economico. «Io sto vivendo malissimo, quanto tempo deve passare per una soluzione», aggiunge Putzolu.
Da Palazzo Bacaredda fanno sapere che: «Il cantiere è di fatto dei privati. Comunque siamo sempre intervenuti realizzando le opere di messa in sicurezza dei luoghi per una questione di pubblica incolumità». E su sporcizia e degrado «interverremo certamente».
Da quando le travi sono state installate i segni di cedimento si sono aggravati. «La scala e i pilastri non sono più allineati. Il cuore del palazzo non è più in equilibrio», spiega Piras. I sensori installati per monitorare i movimenti della struttura, secondo i proprietari, non funzionano più.
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