Viabilità.

Nuove piste ciclabili a Sant’Avendrace 

Ma è scontro sul progetto. Zedda: «Ridurre le auto è un investimento sulla sicurezza» 

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In superficie la moderna viabilità con piste ciclabili e rotatorie. E nel sottosuolo i resti dell’antica Santa Igia. Dopo oltre 7 anni riparte il progetto per il restyling di via Po nel quartiere di Sant’Avendrace, con il via libera definitivo della Conferenza dei servizi. L’obiettivo è quello di migliorare il collegamento tra l’area dell’ex mattatoio e il resto del quartiere e della città.
Le piste ciclabili dividono i cittadini. Da un lato il progetto solleva dubbi circa l’opportunità di ridurre le carreggiate per realizzare corsie ciclabili in uno dei varchi d’accesso alla città. Dall’altro si pensa al futuro della zona, al parco che nascerà all’ex mattatoio, alla futura cittadella finanziaria di via Simeto e al piano di riordino urbano che porterà case e negozi al posto del vecchio pastificio.

I collegamenti

Ma soprattutto alla cucitura tra le piste per le bici che nasceranno in via San Paolo con quelle esistenti in via San Michele e via Is Mirrionis, necessaria dopo la rinuncia alle corsie ciclabili in viale Sant’Avendrace per risparmiare i parcheggi cari alle attività produttive.
Il progetto, importo complessivo di 800mila euro, era stato già approvato e aggiudicato nel 2019, ma i lavori non sono mai partiti. Serviva quindi il rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica. E solo qualche giorno fa la Soprintendenza ha espresso parere favorevole.
Le opere

Il progetto prevede una profonda revisione di via Po: marciapiedi più ampi, una pista ciclopedonale larga 2,50 metri, attraversamenti più sicuri e nuove sistemazioni del verde. Saranno ridotti alcuni spazi destinati alla sosta per recuperare aree a favore di pedoni e biciclette. Particolare attenzione è prevista nel tratto davanti all’ex mattatoio, dove la pista ciclabile sarà affiancata da fasce verdi e saranno riorganizzati parcheggi e carreggiata. Interventi anche in via Simeto, con il rifacimento dei marciapiedi e una nuova regolamentazione delle svolte, e alla rotatoria tra via Po, via Brenta e via Santa Gilla, che sarà trasformata da ellittica a circolare. Prevista anche una bretella per consentire la svolta diretta da via Po verso via Brenta. Ora può partire la gara d’appalto per l’aggiudicazione dei lavori. Ma l’impresa dovrà fare molta attenzione durante l’allestimento del cantiere. Perché l’alto rischio archeologico. Recenti scavi portano a ipotizzare la presenza nel sottosuolo di via Po di una porzione della cittadella altomedievale di Santa Igia.

Ieri al Parco di Molentargius durante l’evento “Cagliari cambia passo - La città si muove, la città cambia”, organizzato in occasione della Settimana Europea della Mobilità il sindaco Zedda, in riferimento al progetto di Sant’Avendrace ha ribadito il sostegno al trasporto pubblico: «Incentivarlo non è solo una scelta ecologica, ma un investimento massiccio sulla sicurezza delle persone: meno auto private in circolazione significano una drastica riduzione degli incidenti stradali».
Le voci

«La strade non sono degli automobilisti», spiega Andrea Scano, Avs, presidente della commissione comunale Urbanistica, ma sono uno spazio pubblico di tutti. «Quindi è importante terminare una rete di base della mobilità ciclistica considerando che sinora sono stati fatti pochi km di piste ma fronte di centinaia di km destinati esclusivamente alle auto presenti nella città». Giuseppe Farris consigliere comunale di CiviCa24: «Ancora una volta, sotto la parola riqualificazione, ritroviamo le solite scelte in punto di mobilità, piste ciclabili per pochi o nessuno e soppressione di parcheggi a discapito della maggioranza degli utenti della strada. Mentre giace in Consiglio Comunale la mia mozione, sostenuta da oltre 6.000 firme che chiede di far precedere queste decisioni ed analisi trasportistiche, l’amministrazione è determinata a far collassare l'ennesimo asse di ingresso della città».

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