Fisco

Governo e Ue, scontro sul taglio del bollo 

Bruxelles: «I fondi del Pnrr sono legati ai risultati». Giorgetti: «Usiamo risorse italiane» 

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L’esenzione dal bollo auto non accende lo le polemiche fra maggioranza e opposizione: mentre il governo italiano tira dritto, la Commissione annuncia che valuterà la misura nell’ambito dell’iter del Semestre europeo, accompagnando l’annuncio con una puntualizzazione apparentemente scontata, ma non casuale: il Pnrr resta «uno strumento basato sui risultati». Un colpo di freno, o almeno un monito sull’utilizzo delle risorse made in Europe.

«Normale copertura»

Ma per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti la misura è semplicemente coperta con i risparmi sui prestiti del Piano, diventati ormai «soldi nazionali». Insomma «non sono risorse europee»: governo e Parlamento possono disporne «come meglio ritengono». Matteo Salvini intanto guarda già oltre. Il leader della Lega vuole estendere dalla prossima manovra l’esenzione oggi prevista per i veicoli fino a 80 kilowatt e annuncia un decreto per rinviare per tutto il 2027 lo stop ai diesel Euro 5. Ma queste sono prospettive, sul tavolo per ora restano i dubbi di Bruxelles davanti al Dl sui bolli: «Prendiamo atto della nuova misura adottata dal Consiglio dei ministri il 16 settembre – ha fatto sapere un portavoce della Commissione – I servizi della Commissione valuteranno questa misura alla luce della Relazione per Paese 2026 e delle Raccomandazioni specifiche per Paese 2026, nel contesto del prossimo Semestre europeo 2027». Più evasiva la risposta di Palazzo Berlaymont sulla compatibilità o meno con le regole Ue dell’uso di risorse del Pnrr rimaste inutilizzate. «Il dispositivo per la ripresa e la resilienza è uno strumento basato sui risultati» e «i pagamenti agli Stati membri vengono fatti sulla base dei risultati conseguiti». Il ministro dell’Economia però non ha dubbi: «Buona parte dei fondi del Pnrr non erano gratis: sono prestiti, pagati dal bilancio dello Stato», ha spiegato Giorgetti da Dublino, a margine dell’Eurogruppo ed Ecofin informale. Le somme non utilizzate «evidentemente non saranno prese dall’Europa» e liberano quindi spazi di bilancio. «Sono economie rispetto a progetti che sono stati realizzati e sui quali sono rimasti dei risparmi: sono soldi nazionali, non risorse europee». Sarà quindi «una normale copertura» e parte dei 2,1 miliardi indicati arriva appunto da risorse Pnrr non utilizzate, che non potevano più essere destinate ad altri progetti perché «è scaduto il termine per poterle ricollocare».

Il prossimo decreto

Il decreto stanzia complessivamente 2,293 miliardi per il 2027. Secondo il ministero dei Trasporti, sono quasi 24,6 milioni le persone che possiedono almeno un veicolo fino a 80 kilowatt. Nell’esenzione rientrerebbero inoltre, secondo Salvini, circa sette milioni di moto e motocicli: l’intervento «non raggiunge tutti gli italiani» e per questo «nella prossima legge di Bilancio l’obiettivo della Lega, e conto dell’intero governo, sarà salire oltre gli 80 kilowatt di potenza e cilindrata per raggiungere un numero maggiore di auto coinvolte». Salvini apre infine un altro fronte con Bruxelles annunciando per il prossimo Cdm un decreto che conterrà anche il rinvio allo «stop insensato», ovvero il blocco della circolazione dei diesel Euro 5 in alcune zone d’Italia. La norma servirà «a dare ossigeno a centinaia di migliaia di persone per tutto il 2027», ha affermato attaccando «l’ideologia pseudo-green di Bruxelles» che «sta facendo danni».

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