Domani, con lo slogan “Non passa lo straniero”, la Lega di Matteo Salvini torna a Pontida nel suo momento più difficile. Sarà la prima festa senza il fondatore Umberto Bossi, morto il 19 marzo, e senza ospiti stranieri, salvo il messaggio atteso da Santiago Abascal, leader di Vox, su Ceuta. A pesare sono i sondaggi, che nelle rilevazioni peggiori collocano il partito tra il 5 e il 6%, e le tensioni interne. Dopo l’ennesimo confronto con i governatori, Salvini ha avvertito: «Ci sono sfide internazionali importanti, non possiamo pensare di avere partiti nei partiti».
Anche i numeri del raduno appaiono inferiori a quelli dello scorso anno: i pullman organizzati sono poco più di 100, contro gli oltre 200 del 2025. Torna il treno speciale da Roma e sono previsti pacchetti viaggio più alloggio per i militanti del centrosud. Ai parlamentari sarebbe stato suggerito di stare tra la gente e indossare la maglietta “Io sto con Salvini”.
La Lega arriva a Pontida dopo l’uscita di Roberto Vannacci e con la fronda del Nord sempre attiva. Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, l’ex governatore Luca Zaia e Massimiliano Romeo chiedono maggiore attenzione ai territori settentrionali, una struttura federale e una leadership collegiale, fino all’ipotesi di un passo indietro di Salvini. Per domani è stata garantita una tregua, ma il confronto potrebbe riprendere subito dopo.
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