Sicurezza

«Migranti, a Monastir serve l’esercito» 

Rapporto del sindacato di polizia Anip, allarme giustizia fai-da-te nel circondario 

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Sovraffollamento, spazi comuni, degrado, forze dell’ordine insufficienti e un senso di insicurezza dentro e fuori dai cancelli: a Monastir, dove sono presenti il centro di accoglienza straordinaria per migranti e l’hotspot, il clima è sempre più teso. E non basta a stemperarlo l’annuncio che sarebbero imminenti urgenti lavori di adeguamento. Dopo le tante segnalazioni delle ultime settimane, la denuncia arriva dal segretario generale del sindacato di polizia Anip-Italia Sicura, Flavio Tuzi: «A Monastir – scrive – non siamo più soltanto di fronte a un problema di gestione dell’immigrazione ma a una questione di sicurezza che riguarda i poliziotti, tutte le forze dell’ordine, gli operatori del centro, i cittadini di Monastir, Sestu e degli altri comuni vicini, e anche gli stessi migranti».

L’origine dei problemi

Per il sindacato l’origine dei problemi è la presenza nello stesso luogo dell’hotspot e del Cas. Due strutture con funzioni differenti, la prima destinata alle attività di identificazione e alle procedure previste per le persone appena sbarcate, il secondo preposto a ospitare persone inserite nel sistema di accoglienza. «Le due strutture svolgono funzioni differenti e devono essere fisicamente e funzionalmente separate. Da mesi chiediamo di realizzare recinzioni adeguate, accessi distinti, percorsi separati e soprattutto una via di fuga sicura per le Forze dell’ordine. Finalmente qualcosa sembra muoversi. Ma ciò che oggi viene preso in considerazione doveva essere realizzato mesi fa».

Lavoro sempre più difficile

Il soggiorno dei migranti a Monastir e il lavoro sia delle forze dell’ordine sia degli operatori che lavorano nei centri è sempre più difficile: «Nei giorni scorsi, grosse pietre sono state lanciate contro il personale del Reparto mobile impegnato nel servizio, danneggiando autovetture di servizio e mettendo a rischio gli operatori. È necessario l’impiego delle Forze armate per i servizi statici e di vigilanza perimetrale. Questo consentirebbe di recuperare personale della polizia per le attività operative, di prevenzione e di ordine pubblico. Non possiamo avere contemporaneamente pochi poliziotti dentro il centro, personale impegnato nella vigilanza statica e, fuori dal Centro, Monastir, Sestu e gli altri comuni dell’area che chiedono maggiore presenza delle Forze dell’ordine».

Microcriminalità nei paesi

Chi abita a Monastir e nei paesi vicini deve fare i conti con episodi di microcriminalità: «Da tempo arrivano segnalazioni relative a furti, molestie, aggressioni e danneggiamenti, episodi a carico di migranti del centro. Non criminalizziamo tutti gli ospiti del Cas, le responsabilità sono individuali e devono essere accertate individualmente. Le continue segnalazioni di furti, molestie e aggressioni stanno alimentando una crescente esasperazione nella popolazione». In questo clima hanno iniziato a circolare notizie e immagini relative a episodi nei quali qualcuno avrebbe iniziato a inseguire o aggredire migranti ritenuti responsabili di molestie o altri comportamenti illeciti. «Quando i cittadini iniziano a pensare di doversi fare giustizia da soli, significa che la percezione di sicurezza è arrivata a un livello estremamente pericoloso».

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