Il nuovo flusso di vacanzieri arriva in gran parte da New York, Miami e California

Lievita il turismo dagli Usa: +80% di presenze in due anni 

La Sardegna inizia a farsi largo nelle preferenze di viaggio: 400mila pernottamenti, +246% rispetto al periodo pre-pandemia 

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D’accordo: le Hawaii sono il cinquantesimo Stato. Sono casa per un americano. Ma quando si trattava di estate, non c’era modo per far arrivare il messaggio che dall’altra parte dell’oceano, in pieno Mediterraneo, ci fosse una terra con un mare speciale. La Sardegna. La scoperta è stata lenta. Quasi tardiva. Ma oggi la progressione ha numeri impressionanti: dal 2019 gli arrivi dei turisti statunitensi sono cresciuti del 220,2%, per salire a un più 246,4 sui soggiorni.

La sorpresa nei dati

Qui non contano i meriti. Il patentino di chi, politicamente, ha fatto meglio degli altri. Alla fine è stata una semina, nel tempo. Nel 2025 le presenze americane, cioè le notti di pernottamento, in Sardegna hanno raggiunto quota 400mila. Rispetto all’anno precedente quel numero da record vale un +34%. In due anni +80%. Un ritmo di crescita, anno su anno, intorno a cinquanta punti, considerando anche il 2022 quando gli ingressi turistici dagli Usa facevano già registrare un +134,3%. In linea perfetta con i soggiorni, a +134,8%. Oggi il mercato statunitense delle vacanze gioca ad armi pari con i viaggiatori europei: dopo gli arrivi da Paesi Bassi e Austria, in confronto a un tiro di schioppo dalla Sardegna, ci sono loro, gli americani.

Le ragioni

Sociologicamente, quando si registra un fenomeno nuovo sul fronte turistico c’è sempre una piramide di riferimento che spiega la crescita dell’interesse per la nuova destinazione. Infatti: la meta di un viaggio è legata alla conoscenza della geografia che aumenta in maniera importante intanto tra i vacanzieri cosiddetti di alta gamma. Quelli con elevatissima capacità di spesa che cercano esperienze esclusive, personalizzate e lusso. In seconda battuta, ecco gli appassionati di nautica, di storia antica e di enogastronomia. Tre interessi fra di loro lontani ma tutti determinanti nella spinta al viaggio. Ecco poi la visibilità: più comunicazione sulla Sardegna anche oltreoceano, sebbene resti per ora fuori portata la popolarità che negli Stati Uniti hanno la Costiera amalfitana e la Toscana. Per avere un ordine di grandezza, ma anche per capire il margine di crescita: nel 2024 hanno viaggiato in Italia 2,7 milioni di americani. Quelle 400mila presenze contate in Sardegna, con una permanenza media di 3,3 notti per ciascun turista, corrispondono a poco più di 121mila visitatori. Ovvero, il 4,5% del totale.

I collegamenti

I numeri del 2026 arriveranno dopo ottobre. Quando nell’analisi del nuovo flusso vacanziero entrerà in gioco anche il peso del volo diretto tra New York e Olbia. Dal Jfk all’Aga Khan. Primo collegamento diretto operato da Delta Airlines. In totale, 211 posti su un Boeing 767-300Er. Il 21 maggio scorso il battesimo dell’aria. Il 26 ottobre prossimo la conclusione di questa sperimentazione. Frequenza: quattro volte a settimana. Un servizio talmente gradito che United Airlines ha deciso di volare sulla stessa linea, ma con partenza dall’aeroporto di Newark, nello Stato del New Jersey, ad appena ventidue chilometri dalla Grande Mela, di cui di fatto funge da secondo scalo urbano. Anche in questo caso verrà utilizzato lo stesso modello di Boeing, con una frequenza trisettimanale. La prima partenza è fissata per il 27 maggio del 2027.

Il profilo

L’Università di Olbia, insieme al Consorzio industriale Cipnes di Olbia, ha lavorato all’identikit del turista americano che quest’estate ha scelto di imbarcarsi su un volo diretto in Sardegna. Oltre ai newyorkesi, l’esperienza di viaggio in Sardegna è stata apprezzata anche dai residenti in California e a Miami. Nell’analisi si trova traccia anche sul ruolo attrattore della nautica: rispetto ai 347 superyacht che in estate sono stati intercettati nelle acque dell’Isola, ben settantadue, pari al 21,1%, sono risultati intestati a cittadini americani o società del posto.

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