Dopo il via libera del Consiglio comunale agli indirizzi per il nuovo Puc l’intera minoranza mette nero su bianco le proprie proposte. «La nostra idea - spiegano - parte da una priorità: meno consumo di suolo e più valorizzazione di ciò che già esiste. Proponiamo una forte rigenerazione urbana, attraverso il recupero degli edifici e degli spazi degradati, anche con progetti pilota capaci di unire risorse pubbliche e private e favorire nuovi investimenti. Inoltre, chiediamo la tutela del patrimonio rurale, il riordino delle case sparse e la valorizzazione dell’agricoltura multifunzionale, dell’agriturismo e del turismo rurale».
Tra i temi indicati, anche il cambiamento climatico. «Dovrà essere affrontato con meno superfici impermeabili, più verde e alberi, pavimentazioni drenanti e spazi pubblici freschi e ombreggiati». Spazio anche al tema della casa: «Servono politiche per l’abitare attente alle reali dinamiche demografiche e all’edilizia sociale, soprattutto per giovani, famiglie e fasce fragili. Tra le priorità ci sono anche la riqualificazione di via Nazionale, per connettere centro, il rilancio del commercio di vicinato e il ripensamento della zona industriale, puntando su diversificazione e nuovi investimenti».
Infine, «mettere in rete il patrimonio storico, archeologico e culturale, trasformandolo in una risorsa per identità, turismo e sviluppo locale». Il filo conduttore è il modello della “città dei 15 minuti”: «Servizi, commercio, verde, sport e cultura più vicini e accessibili. Un Puc per una Quartucciu più vivibile, dinamica e sostenibile. Capace di guardare al futuro, senza compromettere il territorio».
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