Viabilità.

«Marciapiedi, trappole per noi disabili» 

Con la sedia a rotelle su uno scivolo sconnesso, «adesso ho un problema alla cervicale» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Per chi cammina sono disagi, per chi si muove su una sedia a rotelle possono diventare vere e proprie trappole. A Oristano i marciapiedi raccontano una città che, tra buche, avvallamenti, asfalto consumato e ostacoli disseminati lungo i percorsi, non è sempre a misura di pedone, specie con problemi motori. Gianluca Contini lo ha scoperto a sue spese. La scorsa settimana, mentre percorreva via Manzoni sulla sua sedia a rotelle, è rimasto vittima di un incidente.

L’incidente

«Scendendo da un marciapiede, in corrispondenza di uno scivolo danneggiato, ho subito un contraccolpo che mi ha provocato un problema alla cervicale», racconta Contini. Sul momento non si è reso conto della gravità. Poi, una volta rientrato a casa, sono comparsi dolore e capogiri. La mattina successiva si è sottoposto a una radiografia che, fortunatamente, ha escluso fratture. «Non ne sono ancora uscito: ogni tanto avverto fastidio e non riesco a fare alcuni movimenti – denuncia il 45enne - La cosa che forse più mi preoccupa è che la mia cervicale ha già subito tre fratture e, in passato, ho rischiato la paralisi totale del corpo. Per questo, quello che per altri può sembrare semplicemente una buca, per me può avere conseguenze ben più serie». Resta quindi il dolore, insieme alla rabbia di chi vorrebbe semplicemente poter uscire di casa e attraversare la propria città senza dover trasformare ogni spostamento in un percorso a ostacoli. Perché quello di via Manzoni non è un caso isolato.

Le trappole

Basta percorrere le strade per scoprire una collezione di marciapiedi malmessi: asfalto sgretolato, crepe, rattoppi, piastrelle sconnesse e dislivelli. In viale Diaz, ad esempio, il marciapiede sul quale ogni giorno gli studenti attendono gli autobus è un susseguirsi di profonde buche e avvallamenti. Una situazione ancora più paradossale quando le imperfezioni arrivano fin dentro l’area delle strisce pedonali, trasformando quello che dovrebbe essere uno dei punti più sicuri del percorso in un passaggio insidioso. In via Michele Pira il paradosso è ancora più evidente: davanti al poliambulatorio il marciapiede è a pezzi. Un luogo frequentato da persone che, per ragioni anagrafiche o di salute, possono avere maggiori difficoltà a camminare, presenta una pavimentazione sconnessa. In via Carnia l’asfalto logoro rende ogni passeggiata un piccolo slalom mentre in via De Gasperi il marciapiede è sbarrato da due piante.

Gli ostacoli

E quando non sono le condizioni del marciapiede a fermare pedoni e carrozzine, ci pensano gli ostacoli. In via De Gasperi due grandi cespugli sono cresciuti fino ad arrivare praticamente al muro, occupando tutto lo spazio disponibile e impedendo il passaggio. Non resta che aggirarli, invadendo la carreggiata.

Il Piano

È una fotografia che stride con la storia recente della città. Oristano è stata infatti tra i primi Comuni della Sardegna a dotarsi del Peba, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, strumento pensato proprio per individuare gli ostacoli e programmare gli interventi necessari a rendere gli spazi urbani accessibili.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi