New York. L'ingegnere italoamericano Luigi Mangione si è dichiarato colpevole dell'omicidio del ceo di UnitedHealthcare, Brian Thompson, ucciso a New York a colpi di pistola il 4 dicembre 2024. La svolta è arrivata in un'udienza convocata a sorpresa a New York da difesa e accusa. Ora il 28enne rischia l'ergastolo. La giudice Margaret Garnett ha stabilito che la sentenza sarà pronunciata il 18 dicembre.
Se il giovane non si fosse dichiarato colpevole, avrebbe avuto diritto a un processo pubblico e rapido in cui l'accusa avrebbe dovuto dimostrarne la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. Mangione è perseguito anche a livello statale. Non è chiaro se la dichiarazione di colpevolezza avrà effetto anche su quel procedimento. A quanto pare, durante l’udienza Luigi Mangione ha ammesso di aver sparato a Brian Thompson e di averlo ucciso. I familiari del ceo di UnitedHealthcare erano presenti in aula. «Sapevo che quello che stavo facendo era illegale», ha detto l’imputato.
Nato nel Maryland da una famiglia di discendenza italiana, il giovane (laureato a pieni voti in ingegneria) aveva acquisito nel 2008 anche la cittadinanza del nostro Paese. L’omicidio di Thompson sarebbe stato un atto di protesta contro il sistema delle assicurazioni sanitarie Usa.
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