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Legge elettorale, sfida finale: oggi il voto a scrutinio segreto 

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Il clima della vigilia, nella maggioranza, è di scaramantico ottimismo. Qualche timore ma non troppi in vista del voto finale a scrutinio segreto segreto sulla legge elettorale. Tranquilla? «Lo sono sempre», risponde la premier Giorgia Meloni. Rispecchia, di fatto, il mood che si respira nel centrodestra. Certo, il passaggio e cruciale e, in vista dell’appuntamento alle 12,30, le opposizioni hanno chiesto alla presidenza della Camera di mettere in atto tutti gli strumenti possibili per garantire la segretezza del voto, compreso il ritorno al sistema delle palline e delle urne per la votazione.

Ma la replica da parte del presidente Lorenzo Fontana, è che, da regolamento, questo tipo di votazione viene utilizzata solo in caso di malfunzionamento del sistema.

Si vota a procedimento elettronico, dunque, con un appello alla «responsabilità di ciascuno». È chiaro, ad ogni modo, che una vigilanza e una attenzione estrema verranno messe in campo. Non è possibile però - è stato inoltre ricordato - impedire spostamenti di banco all’ultimo come accaduto durante il voto delle pregiudiziali con le opposizioni che hanno protestato parlando di “vedette” dai banchi più alti dell'emiciclo. Dalla scorsa votazione segreta, inoltre, è stato impedito agli staff dei partiti - dopo le polemiche di luglio - di avere accesso alla tribuna stampa, quella dalla quale è anche più facile “controllare” le postazioni dei deputati, in particolare quelle centrali di FI e Lega. Lo stesso accadrà con il voto finale. Nonostante il pressing, i controllori e qualche tensione, comunque, l'ipotesi di sorprese, allo stato, sembra davvero residuale.

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