L’assessora: controllo pubblico garantito anche senza la maggioranza delle quote nella holding

Fusione avanti, monta la polemica 

Manca: nessuna retromarcia. Pais (Lega) e Sorgia (FdI): cedono agli speculatori 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Avanti. Lentamente perché il faro acceso dalla Corte dei Conti ha obbligato la Regione a una serie di verifiche. Ma, ha chiarito ieri l’assessora ai Trasporti Barbara Manca, «non c’è nessuna retromarcia sul progetto di integrazione degli aeroporti sardi, c’è invece l'intenzione di fare le cose per bene, come previsto dal percorso individuato». Del resto, i trenta milioni di euro stanziati dalla Regione per arrivare al 9,23% delle quote nella holding di gestione unica degli scali non sono stati ritirati ma solo spostati di un anno, dal 2026 al 2027. Quindi, se nulla cambia, saranno una voce di spesa della Finanziaria 2027 da approvare entro l’anno. «Il percorso che stiamo individuando – ha spiegato l’assessora – è quello della rete aeroportuale ministeriale che dà garanzie per il soggetto pubblico».

La risposta

Un concetto ribadito anche nella risposta a un’interrogazione di Alessandro Sorgia (FdI). Che a sua volta ha attaccato: «Cercare di nascondere la perdita del controllo pubblico dei nostri scali dietro la formula tecnica della “Rete aeroportuale sarda” è un maldestro gioco di prestigio che respingiamo al mittente. Cambiano le etichette ma non la sostanza: la Giunta regionale ammette candidamente la possibilità di andare avanti anche rinunciando alla maggioranza pubblica nella futura holding». L’ex presidente del Consiglio regionale Michele Pais (Lega) chiede chiarezza: «Assistiamo a un cambio di rotta o è un modo per confondere le acque mentre si continua a portare avanti l’operazione? Perché c'è un fatto che non può essere ignorato: la maggioranza ha appena confermato 30 milioni di euro, seppure spostati al 2027, per l'operazione relativa alla holding aeroportuale». Inoltre, «una cosa è mettere in rete Cagliari, Olbia e Alghero attraverso una regia pubblica, con Regione, i ministeri delle Infrastrutture e dell'Economia chiamati a garantire strategie comuni e soprattutto il diritto alla mobilità dei sardi. Altra cosa è utilizzare la parola "rete" per proseguire verso una holding societaria nella quale il privato avrebbe un peso determinante».

Approfondimenti

Secondo l’assessora, comunque, «non ci sono grandi novità all'orizzonte, le risorse per le quote della Regione sono state spostate al 2027, proprio perché ci sono da fare una serie di approfondimenti per ottenere effettivamente il riconoscimento della rete aeroportuale ministeriale. Gli approfondimenti, sono tanti, complessi, di natura finanziaria e di natura giuridica. E quindi le procedure per poter completare l'iter verso un esito positivo, comportano delle tempistiche lunghe». Ed è possibile parlare di pericolo sventato per la privatizzazione dell’aeroporto di Cagliari? «Ora ovviamente l'attenzione è puntata sullo scalo di Elmas, ma qua si parla di “Rete aeroportuale della Sardegna”. La privatizzazione è un aspetto che riguarda un aeroporto specifico, e soprattutto un altro soggetto». Nella risposta all’interrogazione di Sorgia, sempre Manca parla di «un diverso disegno istituzionale e industriale, nel quale l’eventuale holding costituisce lo strumento societario per ricondurre i tre scali a un centro unitario di gestione e coordinamento, mentre la rete ministeriale rappresenta il modello regolatorio complessivo». Insomma, di holding si parla ancora. Nello specifico, «la holding non costituisce necessariamente il fine dell’operazione. Può rappresentare lo strumento societario attraverso cui realizzare il centro unitario di gestione richiesto per la designazione della rete».

Presidio pubblico

Quanto al presidio pubblico, per l’assessora «è assicurato dalla regolazione, dalla vigilanza e dai poteri di indirizzo sulle materie strategiche, anche in assenza di una maggioranza pubblica della holding». Ma il centrodestra è tutt’altro che soddisfatto dalla risposta: «Il presidio pubblico degli aeroporti sardi non si baratta con una generica funzione di vigilanza ministeriale esterna – le parole di Sorgia – gli aeroporti sono un'infrastruttura vitale, non un asset speculativo da cedere ai fondi d'investimento». (ro. mu.)

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI