«L’essenziale è invisibile agli occhi», dice la volpe al Piccolo Principe nel romanzo di de Saint-Exupéry: potrebbe essere questo il motto delle Giornate Fai d’Autunno, perché non sempre ciò che merita di essere scoperto ha la forma di un monumento. A volte è una base antincendio, un radar, una camera iperbarica. Luoghi che fanno parte della nostra vita senza appartenere al nostro sguardo. Sabato 10 e domenica 11 ottobre il Fai ne apre dieci in Sardegna, molti normalmente chiusi al pubblico.
La mappa
A Cagliari il percorso «Il mare e Cagliari» racconta il rapporto fra città e mare. Si entra nella Capitaneria di Porto e nel Complesso dell’Ammiragliato, sede del Comando Marittimo Autonomo Ovest, con il «corridoio dei crest», ma anche nel Nucleo SDAI, dove i sommozzatori bonificano i fondali dagli ordigni, e nella camera iperbarica utilizzata per le attività subacquee. Sabato si potrà visitare la mostra sul mare negli spazi di Luna Rossa, mentre domenica sarà presente l’archeologo marino Ignazio Sanna.
A Fenosu, nell’Oristanese, si potrà entrare per la prima volta nella base operativa antincendio del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Attiva dagli anni Ottanta, è uno dei punti della lotta agli incendi nell’isola. Si visitano la Sala Operativa e si incontra la squadra G.A.U.F., impegnata negli incendi più complessi. Se non ci saranno emergenze, si vedranno anche gli elicotteri antincendio. Sarà il proseguimento naturale dell’attività di «educazione ambientale che portiamo avanti con orgoglio» ha spiegato la dottoressa Stefania Murranca, direttrice del Servizio Antincendio e Logistica del Corpo.
In Gallura
Ad Arzachena, in località Abbiadori, si entra nell’architettura visionaria di Jacques Couelle, l’«anarchitetto» di Jacques Prévert. Il fulcro è Villa La Grotta, del 1968, progettata da Couelle come propria residenza. Fece parte del Comitato d’Architettura della Costa Smeralda voluto dall’Aga Khan, con Mossa, Busiri Vici e Vietti. Qui la storia dell’architettura incrocia quella sociale: le ville sono beni confiscati alla criminalità organizzata e assegnati al Comune, che vuole farne il Museo della Costa Smeralda e «trasformare un’idea di malavita in una di memoria e identità comune»; sono le parole di Alessandro Malu, vicesindaco del comune gallurese.
A Sassari apre la sede della Banca d’Italia, progettata da Carlo Cocchia e costruita tra il 1974 e il 1978. L’edificio tardo moderno con elementi brutalisti custodisce una collezione d’arte del Novecento sardo: Delitala, Stanis Dessy, Biasi, Liliana Cano, Ausonio Tanda e i ramai di Isili. Poco distante si sale sul campanile romanico del Duomo di San Nicola, oltre 35 metri.
Le altre aperture completano la mappa: ad Alghero il radar meteo di Capo Caccia, nato come semaforo costiero della Regia Marina nel 1890 e oggi impegnato nel monitoraggio dell’aria; a Nuoro il Palazzo della Prefettura; a Tertenia l’ALMA, Museo Civico d’Arte Moderna Albino Manca, autore del Diving Eagle di New York. Chiudono il programma le Saline Conti Vecchi di Assemini e la Batteria Militare Talmone di Palau.
Le visite sono a contributo libero e sostengono il Fai. Informazioni, orari e modalità sono disponibili sul sito fondoambiente.it, nella sezione Giornate Fai d’Autunno.A raccontare questi luoghi vi saranno anche gli Apprendisti Ciceroni di diversi istituti sardi. Aprire una porta è solo il primo passo: il vero lavoro è insegnare a guardare l’essenziale che c’è dall’altra parte.
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