Caserta.

Braccianti al lavoro per 14 ore pagati solo 80 cent a cassetta  

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CASERTA. Reclutati per strada, davanti ad occhi indifferenti, stipati in furgoni troppo piccoli o senza finestrini, lasciati al sole cocente o sotto la pioggia battente per quasi tutta la giornata senza alcun diritto. E pagati una miseria. È un lunga sequela di orrori quella che emerge dall'ultima indagine sul caporalato nei terreni agricoli del Casertano coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e condotta dai carabinieri del Comando Tutela del Lavoro, che ha portato all'emissione da parte del gip di misure di presentazione alla Polizia giudiziaria a carico di tre indagati - due indiani e un albanese - e un obbligo di dimora a carico di un quarto di origine marocchina, tutti accusati di essere i caporali. Per altri quattro indagati, tra cui il titolare di una delle aziende agricole che utilizzava i lavoratori, è arrivato l'avviso di conclusione delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Le accuse per tutti sono di intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori per aver reclutato e impiegato manopodera clandestina. Una volta sui terreni, i braccianti lavoravano fino 14 ore al giorno, sette giorni su sette a prescindere dal meteo; e venivano pagati a cottimo tra gli 80 centesimi e un euro e mezzo a cassetta oppure a tempo, 3-4 euro all'ora, o con paga giornaliera di 30 euro per i nuovi lavoratori e 50 per quelli impiegati da più tempo.

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