Parigi. Tra governo e studenti, prime prove di dialogo. È il primo ministro Sébastien Lecornu ad assumere il ruolo di protagonista del tentativo di calmare la rabbia dei giovani liceali divampata nel Paese. «Le parole degli studenti sono preziose, ora devono essere ascoltate», ha scritto il premier su X, prima di intervenire in serata, in un discorso dal suo studio, affermando che «la rabbia dei giovani non viene dal nulla» e che «nessuno può restare indifferente di fronte alle angosce degli studenti».
Per poi annunciare che «le prime decisioni del governo saranno presentate alla fine di ottobre», ma che «gli spazi di dialogo avviati» nelle scuole continueranno «a partire da domani in ogni liceo, fino alla settimana prossima».
Nonostante queste evidenti aperture e questi tentativi di dialogo da entrambe le parti, oggi andrà in scena nelle piazze delle città francesi - a Parigi l'appuntamento è alla Bastiglia - il quarto atto della mobilitazione. Stavolta lanciato da cinque dei principali sindacati, che hanno annunciato di voler manifestare in segno di solidarietà con la lotta degli studenti. Dopo una giornata di relativo intervallo - con tensioni sporadiche come davanti a Sciences Po, nel cuore del Quartiere latino - la protesta tornerà in tutte le città francesi, a Parigi, Lione, Strasburgo, Marsiglia, Nizza, Lille, i punti più caldi della contestazione.
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