La città da scoprire.

La passeggiata che non ti aspetti: un museo a cielo aperto 

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Passeggiando per la città può capitare di imbattersi, pur senza aver varcato la soglia di un museo, in vere e proprie opere d'arte. In un ipotetico percorso che parte dal centro storico di Cagliari, la prima tappa è in piazza Yenne. All’angolo con il corso Vittorio Emanuele II si trova un grande palazzo, a lungo sede di un istituto di credito, conosciuto con il nome della banca che lo occupava.

L’eredità

Progettato da Ubaldo Badas insieme all’ingegnere Pietro Pedemonte, l’edificio ospita oggi al piano terra un’attività commerciale. Proprio all’ingresso, dietro le porte scorrevoli, si nasconde una bella opera di Eugenio Tavolara. Un pannello del 1955, realizzato in marmo e steatite, nel quale l’artista richiama elementi e suggestioni della cultura agro-pastorale sarda. Proseguendo per il Largo Carlo Felice, all'angolo con via Dettori, ci si imbatte in un palazzo con ampie superfici vetrate, progettato ancora da Ubaldo Badas per la famiglia Costamarras.

La sorpresa

Parzialmente celate dagli alberi, sulla facciata si possono ammirare alcune ceramiche dell’artista sassarese Giuseppe Silecchia, raffiguranti figure femminili che trasformano il prospetto dell'edificio in una sorta di enorme quadro a cielo aperto. Bisogna poi percorrere la via Roma fino a incontrare il palazzo che ospita il Consiglio Regionale della Sardegna per trovare delle bellissime opere di Costantino Nivola. L'artista immaginò la pavimentazione in granito come un grande lago salato all'interno del quale si inseriscono le sue sculture. Create nella seconda metà degli anni Ottanta, rappresentano figure primordiali legate all'iconografia sarda. Nelle pareti interne troviamo anche i graffiti opera dello stesso artista, realizzati come omaggio ai bozzetti dell’amico e artista Salvatore Fancello.

Il tesoretto

Concludiamo questo percorso arrivando ai piedi del grande palazzo dell'Enel, progettato da Gigi Gho', in piazza Deffenu. Qua si trova un bassorilievo di Eugenio Tavolara, considerato la sua ultima opera, con immagini ispirate ai temi dell’energia elettrica e del progresso, con un grande sole racchiuso in un cerchio come a rappresentare un ingranaggio che trasmette movimento all'intera opera.

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