Il caso.

La città senz’acqua si ribella 

Rubinetti a secco 90 minuti prima del previsto, residenti e negozi beffati 

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Che sarebbe stata una giornata difficile era chiaro a tutti, dopo l’annuncio di Abbanoa dell’interruzione dell’erogazione idrica, ieri, in tutta la città, litorale escluso. Ma alla fine è andata peggio. Contrariamente a quando annunciato dal gestore unico che prevedeva l’interruzione del servizio dalle 10,30 pe la riparazione di una condotta, già dalle 9 i cittadini si sono ritrovati con i rubinetti a secco. Così chi si preparava per andare a lavoro contando di riempire dopo vasche e secchi, si è ritrovato senza la possibilità dai fare nemmeno le scorte. E ancora peggio è andata alle attività commerciali: chi aveva deciso di aprire almeno nelle prime ore del mattino fino all’interruzione dell’erogazione, è stato invece costretto a chiudere. È il caso ad esempio del salone di parrucchiere in via Vespucci che aveva concentrato tra le 9 e le 10,30 i primi clienti. Altri invece avevano già deciso di abbassare le serrande come il ristorante Er Mammozzaro in via Cagliari.

Inferno stradale

E come prevedibile, l’intervento per riparare la condotta all’altezza della rotatoria tra viale Colombo e via Marconi ha mandato il traffico nel caos con lunghe code che si sono formate in viale Colombo, in via Marconi, ma anche in via Brigata Sassari, in via Cagliari, in via Nenni con situazione che è tornata alla normalità soltanto in tarda serata.

«Come sempre ho aperto il bar molto presto ed ero convinto che fino alle 10,30 non avrei avuto problemi», racconta Francesco Guttuso del Giuly bar tra via Marconi e via Sicilia. «Invece alle 9 già il rubinetto era a secco. Sono stato anche sfortunato perché mi si è gustata l’autoclave e ho chiamato in fretta e furia per la riparazione». Alla pizzeria Tam Tam in via Marconi si erano già attrezzati con le bottiglie per l’impasto, ma, dice Massimiliano Soru, «non ci aspettavamo che l’acqua mancasse già dalle 9. Non è stato corretto dire un orario e poi chiudere prima».

Soldi persi

Gianluca Pes è il titolare del ristorante Er Mammozzaro. «Dall’inizio di quest’anno tra interruzioni di acqua e luce ho già chiuso 8 giorni e per me è una grande perdita, anche perché avevamo comunque il pienone anche ieri che siamo stati costretti ad abbassare le serrande».

Tantissimi i disagi anche per i residenti.Non è solo questione di fare le scorte», dice un residente di Pitz’e Serra Mario Sotgiu. «Il problema è che ci sono anche persone allettate che aspettavano l’infermiere per essere anche lavate. L’orario del suo arrivo era stato anticipato proprio in vista dello stacco delle 10,30 invece poi l’acqua è mancata alle 9. Queste non sono situazioni che possono essere prese sottogamba».

Lamentele

Marina Lattanzi è la presidente del comitato spontaneo di residenti del Quartello: «Purtroppo si è guastato il serbatoio e anche noi abbiamo avuto disagi. Quartu è una città che sembra vivere costantemente in emergenza. Quello che dovrebbe essere un servizio garantito come l’acqua spesso diventa motivo di disagi e preoccupazione. Ci sono persone che non dispongono di riserve d’acqua e che di fronte a queste situazioni sono costrette ad arrangiarsi come possono».

Come noto, la città non è ancora divisa in distretti idraulici per cui chiusi i serbatoi di Sa Serrixedda che alimentano tutta la città, l’acqua manca in tutto il centro urbano. Disagi ieri fino a tarda sera, con l’ acqua che è tornata piano piano, prima torbida, e con ritardo nei piani alti.

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