Il caso.

In Tribunale vietate minigonne e canottiere 

Nuove norme sull’abbigliamento per visitatori e personale del Palazzo di giustizia 

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È vietato entrare al Palazzo di Giustizia indossando minigonne, pantaloncini o shorts, canottiere e abito eccessivamente smanicati, cappellino, vestiti che consentano trasparenze, infradito e ciabatte, comprese quelle quelle griffate all’ultima moda che sono così in voga in questo periodo. Lo indicano, nero su bianco, alcuni cartelli comparsi ieri mattina sia all’ingresso che in varie altre zone della cittadella giudiziaria piazza Repubblica. Manifestini identici, a quanto pare, sarebbero comparsi anche al Tribunale dei Minori.

La disposizione

Nei manifestini quella che viene definita una «disposizione» è distintamente rivolta ai «visitatori», ma chiaramente – siccome le norme devono essere uguali per tutti, specie nei corridoi dove si amministra la giustizia – il divieto d’accesso con le minigonne, canottiere e vestitini eccessivamente smanicati potrebbe essere esteso anche a funzionari, avvocati, magistrati e cancellieri. «Il personale di vigilanza», si legge nei cartelli, «è incaricato di far rispettare la presente disposizione». La decisione sarebbe stata presa dalla Conferenza permanente, l’organo formato dai magistrati capi degli uffici giudiziari (Presidente della Corte d’appello, Presidente del Tribunale, Procuratore Generale e Procuratore della Repubblica, assieme ai dirigenti amministrativi, con la partecipazione del Presidente dell'Ordine degli avvocati), ma per solo quando nei prossimi giorni riprenderanno le udienze sarà possibile capirne gli effetti concreti. Certo è che, ieri mattina, l’introduzione del «dress code» ha innescato reazioni differenti.

Le reazioni

Per il momento i corridoi degli uffici giudiziari sono ancora semi-deserti, dunque bisognerà attendere per capire come verrà accolta la novità. «Mi sembra giusto che qui a Palazzo si venga vestiti con sobrietà», spiega un magistrato, che chiaramente chiede l’anonimato perché la norma vieta loro di rilasciare dichiarazioni, «ormai siamo abitati a vedere di tutto. Il decoro è prima di tutto nei confronti dell’istituzione che questo edificio rappresenta». Ma c’è anche chi solleva possibili rischi di ripercussioni sull’attività giudiziaria. «Mettiamo che un testimone o un imputato, regolarmente convocato, venga respinto all’ingresso perché non vestito in modo consono: che si fa?», rimarca un altro giudice, «Si fa saltare l’udienza? In questo caso, chiaramente, il rinvio inciderà sui termini della prescrizione. E se una giudice, una pm o un’avvocata si dovessero presentare all’ingresso con un tailleur e una gonna ritenuta troppo corta? Che fanno, non la fanno entrare? Mi chiedo: chi misurerà la lunghezza delle minigonne per capire se sono regolari o vietate?».

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