Oggi in piazza Multipiano a Tortolì e sabato in piazza Italia a Sassari: due serate, due passerelle, un solo filo conduttore. È “Impronte di Sardegna”, che da due anni porta la moda in piazza mescolandola con musica, folklore e tanto orgoglio isolano. Si comincia alle 21.30, ingresso libero, con il patrocinio dei comuni ospitanti.
«Il progetto nasce con l’intento di valorizzare i giovani stilisti sardi che stanno creando abiti ispirandosi alla tradizione dell’Isola», racconta Maurizio Ciaccio, direttore artistico di Venus Dea Agency, ideatore e anima del format culturale itinerante, «una vetrina pensata per i talenti nascenti, uno spazio dove possono presentare le proprie creazioni in un contesto di prestigio e di forte richiamo mediatico, che unisce moda, tradizioni, musica e promozione del territorio in un unico evento capace di raccontare la Sardegna attraverso un linguaggio moderno ed emozionale».
Ogni collezione nasce guardando ai colori, ai paesaggi, all’artigianato e alla storia della Sardegna. Il risultato è una sfilata che diventa quasi un viaggio, tappa dopo tappa, tra tessuti e dettagli che parlano di identità più che di tendenze del momento. «Vedere le modelle vestire abiti ispirati alla tradizione ha un gusto particolare», racconta Ciaccio, «soprattutto per i tanti turisti che partecipano alle sfilate».
Accanto agli abiti, viene dato spazio anche a costumi tradizionali, musica popolare e momenti folkloristici. Sul palco, infatti, vengono invitati i gruppi folkloristici del paese ospitante e «procediamo insieme alla vestizione, spiegando tutti gli indumenti che uno alla volta vengono indossati», spiega. Non è solo spettacolo, però. Dietro ogni scialle, ogni corpetto, ogni acconciatura, c’è un pezzo di storia dell’Isola che Ciaccio tiene a far conoscere al pubblico, in particolare ai tanti turisti presenti in piazza: broccati, pizzi e merletti diventano così altrettante pagine da sfogliare, testimonianze di saperi artigianali tramandati nei secoli. Anche i giorni prima della sfilata diventano parte dello spettacolo, perché la squadra del progetto gira per il territorio, riprende scorci e luoghi simbolo, e proietta il risultato durante la serata.
Ma se c’è una cosa che sta davvero a cuore a Ciaccio, è accendere i riflettori su chi il talento, in Sardegna, ce l’ha nel sangue: ««Ho vissuto un bel passato, sto vivendo un bel presente. Ora è il momento dei giovani talenti».
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