E pensare che ha quelle coste, quel mare, e pure un bel porticciolo turistico. E mostra con orgoglio una medaglia sul petto: dal 2023 è una delle Blue Zone del mondo, cioè le aree con le più alte concentrazioni di persone longeve. Sono in tutto sei nell’intero pianeta, due delle quali in Sardegna: Barbagia-Ogliastra e, da tre anni, anche Teulada. La sua popolazione vive assai a lungo: ha sei centenari su circa 3.200 abitanti, e si va avanti così da quindici anni. Un bel vanto, la longevità, ma il problema è che a mancare sono i giovani: il paese sa invecchiare come pochi altri, ma fa pochi figli e, in parte, li disperde con l’emigrazione assieme agli ulteriori discendenti.
Economia bloccata
Teulada e i suoi evidenti tesori ambientali si portano dietro a lungo il proprio passato, come dimostra quella medaglia di paese longevo. Il problema è però che per troppi decenni la comunità ha lucidato solo l’altro lato del trofeo, quello prettamente militare, guadagnato sul campo perché, quel campo, gliel’hanno dato proprio loro: è la sede di un vastissimo poligono militare altamente strategico per l’Europa. Troppo a lungo la comunità si è accontentata delle briciole che i soldati di varie nazioni lasciavano cadere sul suolo teuladino: le cene in pizzeria, lavanderie. Cose così, insomma: segno che il paese aveva adagiato la propria economia sul poligono e si è scordato per decenni di pianificare il futuro. Ora i centenari li sforna come altrove si fa proprio con le pizze, ma a guastare la festa sono i giovani: quelli che Teulada perde in modo inesorabile. I dati ufficiali sulla popolazione lo indicano chiaramente: nel 2011 i residenti erano quattromila (per la precisione, 3.979), adesso ne conta 3.188.
Gioventù in calo
Di questi residenti, solo uno su cento ha meno di vent’anni (l’anagrafe comunale dice che sono il 10,2 per cento), che in numero significa 327, secondo i dati del 2024. Dieci anni prima erano 420 (11,2 per cento). Una lenta emorragia dovuta al calo delle nascite, cioè un trend affermato nell’Isola, ma conta anche il fatto che troppi giovani vanno via. Nel 2024 i teuladini fra i 20 e i 44 anni (la fascia d’età che più emigra) erano 704, quasi il 22 per cento, mentre dieci anni prima erano 1.124 (e pesavano per il 30 per cento). E così, per trovare il “miracolo” che a Teulada effettivamente c’è, l’Università di Sassari e l’Osservatorio sulla longevità si sono concentrati sui centenari: un record buono anche sotto il profilo turistico (infatti esiste lo slogan “Benvenuti a Teulada, città di lunga vita”), ma ironicamente impenna l’età media dei suoi pur non numerosi abitanti.
Il cambio di rotta
«Avere tanti centenari è un vanto ed è importante per essere una Blue zone», premette Angelo Milia, sindaco a metà mandato, «ma a fare la differenza è la grande quantità di anziani anche under 100 che vantiamo». I dati danno ragione allo slogan comunale: «Evidentemente abbiamo buoni cromosomi, e poi da noi è ancora riconosciuto il ruolo sociale degli anziani per la famiglia e la comunità, e questo aiuta a rimanere giovani». Ma non aiuta i giovani a rimanere: quattro secoli dopo la fondazione del paese il cui territorio è il quinto per estensione in Sardegna (non a caso ospita anche il poligono militare), il sindaco lo sa bene: «Abbiamo un porto turistico che possiamo sviluppare e tanti chilometri di spiagge: dobbiamo puntare sulle presenze e questo potrebbe convincere i nostri giovani a non emigrare». Più che una speranza è una scommessa, vincerla non sarà una passeggiata e potrebbe volerci una vita. E si sa, quanto dura una vita a Teulada.
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