Tra sogno e realtà. Nel giorno di Roma-Inter, con i riflettori inevitabilmente puntati sull’Olimpico, il Cagliari - più defilato ma non troppo - prova a prendersi le luci della scena a Udine e il secondo posto in classifica almeno per una notte. Dopo l’impresa di Bergamo e alla vigilia della maxi sosta di tre settimane, dunque, un altro sabato per cuori forti con la sensazione, sempre più nitida, di poter competere contro chiunque e ovunque e di poter finalmente così sollevare l’asticella. L’incredibile ascesa (tre vittorie nelle prime quattro giornate, non succedeva dalla stagione dello Scudetto) nonostante le continue vicissitudini extra campo. E ogni gara diventa così un banco di prova per i rossoblù di Pisacane, compresa la sfida di questo pomeriggio in Friuli contro una squadra collaudata e dal tasso qualitativo importante, ma imprevedibile. E gestibile, chissà.
Tutti sul pezzo
L’ennesima settimana turbolenta ha scosso il gruppo senza comunque condizionare il lavoro sul campo. L’allenatore Pisacane è stato bravo a tenere la squadra sul pezzo, compreso Maldini, per quanto frastornato dall’incidente avvenuto all’alba di domenica a Milano e, ancor di più, per il tam tam mediatico che ha fatto poi seguito. Il fantasista milanese, forte anche della chiamata del commissario tecnico Mancini, dovrebbe essere della partita. Potrebbe comunque cambiare l’undici iniziale dopo quattro giornate. Con l’inserimento di Mina e lo spostamento di alcune pedine nello scacchiere.
Rossoblù in vetrina
Sotto i riflettori anche l’altro (neo) azzurro Romano, e ancora Mendy, autore del primo gol all’Atalanta e sempre più punto di riferimento là davanti aspettando i gol di Kevin Carlos e Nzola. In campo con una vistosa fasciatura alla mano Zé Pedro dopo il pestone accidentale rimediato dal compagno Adopo, comunque ci sarà. E ci sarà soprattutto Caprile, che contro l’Udinese ha sempre fatto partite importanti sin dai tempi dell’Empoli. Per tutti sarà l’ennesimo esame in trasferta dove, sinora, il Cagliari ha fatto en plein e dove spera di chiudere col botto questa prima parte di stagione per poi presentarsi alla sfida successiva con la Juventus dell’11 ottobre con uno stato d’animo differente dal passato.
Come si cambia
Un passo alla volta. Anche perché già l’impegno di questo pomeriggio al Bluenergy Stadium richiede il pieno di energie, sia fisiche che mentali. Verso il debutto stagionale Mina, che sarebbe dovuto rientrare già contro l’Atalanta ma è rimasto poi in panchina (ancora non ha giocato mezzo minuto quest’anno, nel finale a Bergamo Pisacane gli ha preferito Kofler). Col suo ritorno nel cuore della difesa non è escluso che Deiola possa risalire sulla linea di centrocampo con l’uscita - nel caso - di Fazzini, prima freccia nell’arco di Pisacane a gara in corso. Resterebbe così invariato l’alberello di Natale con la solita linea difensiva a quattro davanti al portiere Caprile composta da Zé Pedro, Mina, Rodríguez e Obert, il regista Winks con Romano e Deiola ai fianchi, Adopo e Maldini tra le linee alle spalle della prima punta Mendy. Out chiaramente Felici, Idrissi e Trepy. È rimasto nell’Isola anche Nzola, ancora alla ricerca di una condizione atletica accettabile.
Incognita friulana
Se il Cagliari ha avuto una partenza esplosiva, l’Udinese sta faticando non poco a carburare. Dopo il pari interno col Como all’esordio, ha sbancato Monza per poi perdere le due gare successive con Lazio e Inter. Nell’ultima a San Siro, ha incassato addirittura cinque reti, peraltro dopo essere stata avanti di due. Runjaić spera nel rientro di Zaniolo per il cambio di marcia, che dovrebbe ripartire dalla panchina. Gli undici bianconeri ai nastri di partenza alle 15 potrebbero essere Okoye, Abankwah, Kabasele, Ebosse, Vojvoda, Miller, Karlström, Kamara, Unai Gomez, Ekkelenkamp e Davis. Per il Cagliari sarà la prima partita della stagione alla luce del sole. Sotto questo sole forse è ancora più bello pedalare, ma c’è da sudare. Per continuare a sognare.
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