Emergenza sanità.

Guardia medica, allarme a Nuoro  

La denuncia dei comitati: stop al servizio 2 volte in poche settimane 

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Una visita cardiologica urgente che non si riesce nemmeno a prenotare. Una guardia medica chiusa mentre Nuoro si preparava al concerto dei “Neri per caso”. E la storia di una donna di 75 anni della Baronia, «senza pregresse patologie», morta in estate dopo sei giorni trascorsi tra i Pronto soccorso della Sardegna, in attesa di un’operazione al femore. Sono le storie, prima dei numeri, a raccontare la situazione della sanità nel Nuorese. Sono emerse ieri a Nuoro nell’incontro del coordinamento dei comitati sardi per la sanità.

Le storie

La guardia medica è stata una delle immagini richiamate nell’incontro dei comitati. Michele Tatti, delle associazioni, ha ricordato che «tre settimane fa Nuoro era senza guardia medica e il Pronto soccorso del San Francesco aveva la più alta attesa in Sardegna». Ma nessuno lo ha comunicato. Mercoledì, è successo di nuovo, durante il concerto. Pietro Serusi, pensionato di Fonni, ha portato invece la sua esperienza. Ha provato a prenotare una visita cardiologica urgente, una risonanza al cuore, senza trovare disponibilità né attraverso il Cup online né attraverso la Asl 3. Ha presentato un’istanza all’Urp. Nulla. «Le liste d’attesa sono un mostro che non si sa dove abbiano la testa e i piedi», ha detto. Poi, davanti all’urgenza, la strada obbligata: «Troverò il modo pagando, ma mi farò rimborsare». Elena Zidda, del coordinamento nuorese, ha raccontato la vicenda della 75enne. La donna avrebbe trascorso tre giorni al Pronto soccorso di Nuoro e tre in un altro, senza essere operata ed è morta dopo un’embolia polmonare. Una storia per evidenziare le difficoltà nella gestione di pazienti e posti letto. Zidda ha ribadito che «chi ci dirige deve ascoltare gli operatori che devono essere coinvolti nelle decisioni».

I comitati

Il problema, per i comitati, non è soltanto nell’ospedale. «Manca il prima e il dopo dell’ospedale». Nel Nuorese, mancano 78 medici di base. Alessandro Rosas, portavoce del Coordinamento sardo, ha ricordato il dato regionale: «In Sardegna mancano 516 medici di base». Battistina Foddai (Nuoro) ha puntato il dito sulla specialistica ambulatoriale. Il poliambulatorio serve un bacino di 90 mila persone, ma diverse specialità risultano carenti o assenti. Ha citato dermatologia, gastroenterologia, odontoiatria, proctologia e oculistica ricordando liste attese che per alcune prestazioni sono fino al 2028. Da Sorgono Manuel Tanda ha parlato di un organico molto carente e un ospedale di comunità che è un ospizio, mentre Francesco Nieddu, dal Marghine, ha riferito delle difficoltà nell’ospedale di comunità di garantire i turni notturni.

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