Un confronto sul Mediterraneo come grande via di scambi, incontri e influenze reciproche. E non solo: durante l’incontro “Contaminazioni Mediterranee: analisi sui legami tra l’Egitto faraonico e la Sardegna nell'antichità” si è parlato di questi due mondi apparentemente lontani ma collegati dalle rotte del mare.
Organizzata dall’associazione “Sardegna Terra di Nuraghi”, la serata si è svolta a Sa Manifattura e ha visto come relatrice Silvia Einaudi, professoressa di Egittologia dell’Università, che ha dialogato con Sandra Tobia, socia dell’associazione. Quali rapporti unirono l’Egitto dei faraoni e la Sardegna in epoca antica? Da questa domanda si sono snodati i vari passaggi, analizzando fonti, reperti e ipotesi di ricerca per esplorare i possibili contatti tra la civiltà sviluppatasi lungo il Nilo e quella che, nell’Isola, costruì i monumenti simbolo della sua antica civiltà.
Il Mediterraneo insomma non fu mai una barriera, ma uno spazio di relazioni: merci, oggetti, tecniche e idee viaggiavano da una sponda all'altra, lasciando tracce ancora oggi leggibili nei contesti archeologici. In questo quadro la Sardegna, per la sua posizione, emerge come un crocevia e non come un’isola isolata, capace di dialogare con le grandi culture del suo tempo pur mantenendo tratti di forte originalità.
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