Pratosardo.

Galoppatoio, il gestore va avanti 

Carzedda dopo le scritte di morte: ringrazio tutti per la solidarietà 

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«Ringrazio tutti per i numerosi attestati di solidarietà. Mi hanno fatto enormemente piacere». Pietro Carzedda abbozza un sorriso, preferisce limitarsi a questa stringata dichiarazione, dopo le minacce di morte comparse la notte di Ferragosto, sulle pareti delle tante strutture che compongono il galoppatoio di Pratosardo. Il gestore dell’impianto comunale non aggiunge altro, ma il linguaggio del corpo racconta. La sensazione è che la voglia di portare avanti quel progetto ambizioso, da offrire alla sua Nuoro e per i prossimi 17 anni, sia troppo grande. La solidarietà ricevuta, da cittadini e politici del territorio, è un balsamo che lenisce le ferite e aiuta a ripartire con quella proverbiale caparbietà barbaricina.

Contesa

Le indagini proseguono. Non viene tralasciata alcuna pista. I video prodotti dalle numerose telecamere presenti nella zona industriale potranno dare una grossa mano. La direzione imboccata dagli investigatori focalizzerebbe le attenzioni soprattutto sulla determina di affidamento della chiacchierata struttura destinata agli amanti dell’equitazione. La data che sancisce il cambio di passo è il 4 aprile 2025. Con quel documento il Comune, allora guidato dal commissario Giovanni Pirisi, affida “l’esecuzione dei lavori di riqualificazione, rigenerazione e ammodernamento del galoppatoio” all’Asd Nùgoro 2024. Una realtà che annovera già oltre cento soci. Presidente Pietro Carzedda. Quindi, chi potrebbe avercela con l’allenatore di cavalli da corsa, assai noto nell’ambiente dell’ippica non solo isolana? Le scritte minatorie sono più o meno di questo tenore, volgarità non pubblicabili a parte: «Vai via finché sei in tempo, la tua bara è pronta, guardati le spalle», giusto per citare una parte del campionario di accuse, offese e minacce di morte impresse sui muri con la bomboletta spray. Insomma, l’arrivo dell’attuale gestore a qualcuno non piace affatto.

Vecchio gestore

Cosa era e come funzionava l’impianto prima dell’arrivo del sodalizio guidato da Carzedda? Il sito del Comune di Nuoro dà una mano. La determina 3468 del 29 settembre 2023 riporta questa dicitura: «Revoca della determinazione dirigenziale n. 2042 del 3 settembre 2014, con decadenza dell’Asd “Gruppo ippico nuorese” dall’affidamento in concessione dell’impianto sportivo “galoppatoio comunale”». Il 19 dicembre 2024 arriva la delibera del commissario straordinario Giovanni Pirisi, la n. 233. Di fatto, chiude la controversia tra il Comune di Nuoro e il “Gruppo ippico nuorese” (rappresentante legale Giovanni Mossa, attuale consigliere comunale Pd, ndr ). A carico dell’Asd «l’esecuzione di lavori e la fornitura di beni per 53.700 euro, oltre la demolizione di strutture o prive di titolo o considerate non funzionali per le esigenze dell’impianto».

Intanto, la consigliera Irene Melis (Sinistra Futura): «Di fronte a chi pretende di alimentare paura e insicurezza, la risposta di Nuoro deve essere netta e corale, nel segno della legalità».

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