Fare luce sul femminicidio di Tania Terrin, uccisa dal compagno che era già stato denunciato diverse volte sia da lei che in precedenza da altre ex, ma non era sottoposto a misure come il bracciale elettronico. Il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, ha annunciato che insieme al ministro Carlo Nordio valuterà l’invio di ispettori del ministero in Procura a Venezia «per capire cosa non abbia funzionato» perché «il femminicidio di Tania Terrin è una sconfitta per lo Stato».
Fuga nel bosco
Intanto la strage delle donne continua: sei femminicidi da Ferragosto a ieri, quando un settimo delitto è stato solo sfiorato. A Molini di Triora, in provincia di Imperia, una donna è rimasta ferita a una mano dopo che il compagno le ha sparato un colpo di pistola. La donna è riuscita ad allontanarsi e si è rifugiata in un bosco, dove è stata individuata e soccorsa dai vigili del fuoco, mentre i carabinieri continuavano a cercare l’uomo, fuggito con l’arma dopo aver sparato. È stato trovato in casa e fermato all’alba di ieri, invece, Pietro Scintu, 80 anni, origini sarde, accusato di aver ucciso la moglie Carmela Bifano, la 72enne trovata morta martedì in un fondo agricolo a Villaggio Frassa, nell’area urbana di Corigliano, nel Cosentino. La donna è stata colpita con violenza al capo, probabilmente con una pietra. Secondo le testimonianze la coppia aveva trascorso la giornata nel suo agrumeto. Nel tardo pomeriggio Sciuntu aveva allertato le forze dell’ordine, dicendo di avere trovato il corpo della donna riverso a terra con delle ferite alla testa e di aver notato due uomini allontanarsi, senza però scorgerne i tratti. Gli investigatori del commissariato dell’area urbana di Rossano e della mobile di Cosenza, dopo i primi accertamenti, lo hanno portato in commissariato per interrogarlo e ieri mattina è scattato il provvedimento di fermo. Nella zona dove è stato trovato il corpo hanno lavorato tutto il giorno i tecnici della scientifica per i rilievi.
In acqua nell’auto
È in cella a Bari, invece, il compagno di Ornella Forastefano, di 46 anni, lasciata agonizzante la mattina del 16 agosto davanti all'ospedale di Trebisacce e poi morta a causa di profonde ferite e traumi su tutto il corpo. Si tratta di Elvis Metvelaj, 42enne di nazionalità albanese, fermato alcune ore dopo nel porto del capoluogo pugliese, mentre tentava di imbarcarsi per tornare in Albania. Martedì, dinanzi al gip di Bari, l'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice questa mattina ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere. Contestualmente si è dichiarato incompetente ed ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura di Castrovillari, che indaga sul delitto. Il 42enne forse già nelle prossime ore sarà a disposizione dell'autorità giudiziaria calabrese per essere nuovamente interrogato. E nelle scorse ore a Cattolica (Rimini) un uomo si è lanciato con l’auto nel porto canale, dopo un lite, con la moglie seduta accanto. Attimi di paura, poi il portellone del bagagliaio si è aperto e i due sono riusciti a riemergere, aiutati da alcune persone che si sono gettate in acqua per salvarli. Mentre i sanitari prestavano i soccorsi a marito e moglie, all’improvviso l’uomo, che si era appena ripreso, è fuggito tra gli scogli.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
