«Basta perdite di tempo, la politica decida sul futuro della fabbrica di alluminio a Portovesme». Con un’assemblea generale a Carbonia e una successiva trasferta a Cagliari, con sit-in davanti all’assessorato all’Industria, i metalmeccanici del Sulcis Iglesiente riaccendono l’attenzione sulla vertenza Sider Alloys, la fabbrica di alluminio un tempo di proprietà dell’Alcoa. Col nuovo anno si ripropongono le richieste di certezze per il futuro, i sindacati chiedono un deciso cambio di passo e puntano il dito contro la politica invocando decisioni chiare.
L’incontro
Il punto con i lavoratori è stato fatto a Carbonia, nella sala dell’Auser con un’assemblea generale: c’erano gli operai in mobilità ex Alcoa (questo mese prenderanno l’ultima mensilità, in attesa del prossimo rinnovo) e i dipendenti della Sider Alloys e Gms, in cassa integrazione. Un’assemblea animata da cui è scaturita la necessità di una nuova mobilitazione: da Carbonia rotta verso Cagliari, per sollecitare l’interesse della politica. In seguito al sit-in hanno incontrato l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani che ha preso l’impegno di chiedere un incontro al Ministero delle Imprese. «Il 17 settembre – ricordano in una nota i sindacati metalmeccanici Fiom, Fsm, Uilm e Cub – si era prospettata la tanto decantata discontinuità con la Sider Alloys, il Ministro Urso aveva garantito che nel giro di tre settimane si sarebbe giunti ad un’altra soluzione. Cos’è accaduto in questi mesi? Perché il ministro continua a temporeggiare».
Le richieste
Le segreterie territoriali chiedono tempi stretti anche perché sullo stabilimento ci sarebbe l’interesse di una multinazionale del settore. «Abbiamo certezza sull’interessamento della multinazionale greca che vorrebbe effettuare la due diligence. Ma quanto ancora rimarranno alla finestra ad attendere? – scrivono Fiom, Fsm Uilm e Cub - Le condizioni affinché si concretizzi il rilancio della filiera dell’alluminio ci sono tutte, non riuscirci a questo punto è solo volontà politica. Se si dovesse perdere quest’ultima opportunità è bene che il Mimit e la Regione si impegnino a trovare dovute alternative per coloro che in tutti questi anni si sono sentiti presi in giro. Chiediamo l’immediata convocazione del tavolo al Mimit che abbia come unico obiettivo il rilancio della produzione con soluzioni differenti rispetto all’attuale proprietà».
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