Parigi.

Francia, la Corte costituzionale boccia il divieto social agli under 15 

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Parigi. Uno “schiaffo” per Emmanuel Macron, una decisione destinata a far discutere, ma soprattutto un epilogo duro da digerire per l'Eliseo: perché inatteso e perché sanziona una legge fortemente voluta dal presidente, che ne aveva fatto una bandiera e ne aveva a lungo vantato gli effetti benefici sugli adolescenti.

Il Consiglio costituzionale, massimo organo giurisdizionale francese, ha “censurato” - respingendone molti aspetti fondamentali - il divieto per i minori di 15 anni di visitare e intervenire sui social network. Per i cosiddetti Saggi, la legge del governo Lecornu comporta una «violazione sproporzionata» alla libertà d'espressione dei minorenni.

Immediatamente Macron ha ordinato la contromossa chiedendo al primo ministro, Sébastien Lecornu, già impegnatissimo fra incendi e preparazione di una quanto mai difficile finanziaria, di lavorare a una «riscrittura giuridicamente robusta» della legge che vieta i social ai giovanissimi. E di farlo nel più breve tempo possibile.

L'Eliseo ha parlato di «determinazione assoluta» del capo dello Stato a varare «entro la primavera 2027» questa legge che gli sta particolarmente a cuore per le conseguenze nefaste sulla dipendenza dei ragazzi al web. Si tratterebbe per Macron di mantenere una promessa cruciale del suo secondo mandato presidenziale a un mese dalla sua definitiva uscita dall'Eliseo. A chiamare i Saggi a esprimersi sulla costituzionalità della legge anti-social, sono stati alcuni deputati socialisti e della sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon, La France Insoumise.

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