TEL AVIV. Cinque giovani attivisti italiani hanno condiviso da domenica scorsa l’isolamento della famiglia palestinese di Qusra, assediata da coloni estremisti israeliani che hanno cercato di creare un avamposto nel cortile della loro abitazione. La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi e in collegamento con il consolato di Gerusalemme e l’ambasciata di Tel Aviv, ha seguito la vicenda dall’inizio, fino a quando le forze di sicurezza israeliane hanno evacuato i connazionali – un ragazzo e quattro ragazze che, arrivati per portare solidarietà ai palestinesi, si sono ritrovati in un caso diventato di portata internazionale. Questi, raggiunti telefonicamente, hanno spiegato di essere ora ospiti di amici palestinesi nel centro del villaggio a sud di Nablus, dove non viene registrata la presenza di anarchici ebrei. Non correrebbero dunque alcun pericolo.
Le reazioni
Intanto l’azione dei coloni continua a suscitare reazioni in varie capitali. Parigi ha fatto appello alle autorità di Gerusalemme affinché vengano arrestati gli estremisti che impediscono da sei giorni qualsiasi movimento alle due famiglie palestinesi che vivono in diversi appartamenti della palazzina alla periferia di Qusra. La questione dell’arresto viene discussa anche in Israele poiché interromperebbe l’assedio ma, secondo fonti israeliane, vi sarebbe una spaccatura tra le linee guida del governo Netanyahu che non dà il via libera anche per motivi elettorali e l’Idf, inviato ad occuparsi di un’operazione che di fatto esula dalle sue competenze. La divergenza è tale da aver indotto il ministro della Difesa, Israel Katz, ad ordinare all’esercito di «preparare un piano per trasferire alla polizia israeliana tutte le competenze sulle questioni civili negli insediamenti e tra la popolazione israeliana in Giudea e Samaria (Cisgiordania)». Notizia appresa con molto malumore in diversi ambenti: «Forse il ministro della Difesa ha bisogno che gli vengano spiegate le sue competenze. Farebbe meglio a imparare come funzionano le cose. È molto confuso. Che si informi», ha detto una fonte di alto livello della polizia a Channel 12.
Tutto tace
Il vicepresidente dell’Autorità palestinese Hussein al-Sheikh, dal canto suo, ha condannato il piano di Katz ritenendo che la mossa «rappresenti un tentativo di imporre la legge e la sovranità israeliana sulla Cisgiordania e di consolidare l’annessione illegale del territorio palestinese». In ogni caso, secondo gli analisti israeliani, è improbabile che l’annuncio del ministro si concretizzi, «considerando pure che Israele non ha alcuna autorità civile in Cisgiordania, non avendola mai formalmente annessa», sottolinea il Times of Israel. Gli Stati Uniti nel frattempo sono tornati a far sapere che l’amministrazione Usa desidera che Netanyahu condanni pubblicamente l’assedio. Ma per il momento il premier tace.
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