L’Eurallumina di Portovesme è a un bivio: senza risorse si va verso l’insolvenza. È stata la stessa azienda a sollevare il caso durante una riunione in Confindustria con le organizzazioni sindacali che ora lanciano un grido d’allarme, chiedendo un incontro urgente al Ministero delle Imprese. Con le sanzioni poste dal Governo dopo la guerra in Ucraina, l’azienda russa Rusal un anno fa ha interrotto il trasferimento dei fondi per la fabbrica. Lo stabilimento è gestito dal Demanio, il Governo si è impegnato a trasferire 9,6 milioni di euro, solo in parte arrivati a destinazione e ora i soldi sono finiti, con lo spettro dell’insolvenza sempre più concreto.
Ultimatum
«La società ha dichiarato che le disponibilità non sono sufficienti a garantire le obbligazioni aziendali né le attività indispensabili per il presidio ambientale e la sicurezza del sito – si legge in una nota delle segreterie di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec e Rsa Eurallumina – ad oggi la situazione debitoria della società ammonta a un milione di euro mentre le necessità per la gestione ordinaria da qui a fine anno sono quantificabili in circa 6 milioni. Senza risorse adeguate il CdA Eurallumina valuterà le determinazioni conseguenti, comprese la sussistenza dei presupposti previsti dal Codice delle crisi d’impresa e l’insolvenza».
Disastro imminente
È sul tavolo quindi lo scenario peggiore, quello dell’insolvenza, che avrebbe effetti drammatici per i lavoratori ma anche per il monitoraggio ambientale, indispensabile in un sito industriale di questo tipo. I sindacati puntano il dito contro il Governo: «Il Mimit e il Governo – si legge nella nota sindacale – finora sono stati inconcludenti e sono responsabili dell’attuale situazione e di quello che potrebbe succedere. Lasciare esaurire le risorse significherebbe mettere a rischio le bonifiche, il bacino dei fanghi rossi, la barriera idraulica e le retribuzioni dei lavoratori, già provati da 12 mesi di forte riduzione del reddito. Chiediamo l’erogazione delle risorse dovute e promesse e nel frattempo stiamo avviando il confronto unitario per le inevitabili iniziative di mobilitazione, se non dovessero giungere risposte soddisfacenti». La deputata Ghirra (Progressisti) ribadisce: «Servono immediate rassicurazioni da parte del Governo». L’ultimo incontro al Mimit su Eurallumina è dello scorso 15 settembre, un vertice definito dai sindacati negativo.
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