Ghilarza-Bosa.

«Difendiamo il punto di primo intervento» 

Confronto tra sindaci e Asl 5 sulla sanità. Cattina: miglioreremo i servizi 

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L’Asl 5 punta a potenziare i servizi sanitari nell’Alto oristanese, ma a Ghilarza resta aperta la questione punto di primo intervento: non è detto che possa essere garantito dopo il 31 dicembre. Tra i sindaci presenti all’ultima conferenza del distretto socio-sanitario di Ghilarza e Bosa, il dubbio rimane. «Rimarco la necessità di salvaguardare il punto di primo intervento, ho il dubbio che rimanga aperto. Mi riferisco alla riorganizzazione di cui ha parlato la manager», evidenzia il sindaco di Paulilatino Domenico Gallus.

L’incontro

Nel corso dell’incontro la manager Grazia Cattina, accompagnata dal direttore amministrativo Salvatore Miscali e dal direttore del Servizio tecnico-logistico e patrimonio Daniele Saba, ha detto di voler «migliorare i servizi per meglio rispondere ai bisogni di cittadini. Non mi sottrarrò dall’impegno di formulare e attuare i necessari cambiamenti, a partire da un’analisi oggettiva condivisa su cosa serva a questo territorio». Analisi che seguirà all’avvio dell’attività nelle Case e negli ospedali di comunità dove si stanno ultimando gli interventi. «Sicuramente c’è l’intento di potenziare i servizi, ma ci sono delle norme a livello nazionale che impongono dei vincoli», sottolinea la sindaca di Ghilarza, Eugenia Usai.

Casa di comunità

È stata lei, in qualità di presidente del distretto, a porre interrogativi sul punto di primo intervento, sul day surgery e sulla Casa di comunità. Per quest’ultima si stanno ultimando i lavori. «Sono già attivi diversi servizi, tra cui l’ambulatorio di cure primarie, operativo dalle 8 alle 20. Oltre a ciò, è attivo 12 ore al giorno l’ambulatorio infermieristico: prevede una presa in carico proattiva dei pazienti cronici, persone che oggi, spesso, hanno smesso di curarsi per le difficoltà di accesso ai controlli», ha chiarito Cattina.

I dati

Nel sub distretto di Ghilarza nell’ultimo triennio sono stati spesi 6,5 milioni e 2,3 ne restano da spendere per l’ammodernamento infrastrutturale e tecnologico del ospedale e delle strutture territoriali. Per l’area di Bosa sono stati impiegati 2,5 milioni e sono da avviare interventi per 5 milioni. Circa 11.500 le persone senza medico nel distretto. Al riguardo il sindaco di Ula Tirso, Antonello Piras, ha sollecitato l’attivazione nel suo paese di un Ascot. Critico su liste d’attesa e carenza di medici il sindaco di Sedilo, Salvatore Pes: «È arrivato il momento di dare risposte concrete alle nostre comunità, non possiamo far finta di non vedere i disagi in ambito sanitario».

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