Pirri.

Così rinasce l’ex Dazio: associazioni e incontri nella Casa di comunità 

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Nuova vita per l’ex Dazio. Lo storico edificio di piazza Italia, risalente agli anni Venti, ristrutturato ma scarsamente utilizzato (se non in rare occasioni come Monumenti aperti o iniziative benefiche) diventerà stabilmente la “Casa della comunità di Pirri”, un luogo per le associazioni, gli incontri coi cittadini, le iniziative culturali, sociali e i momenti di confronto, continuando nel contempo a svolgere il ruolo cruciale di centro operativo della Protezione civile durante le allerte meteo.

Futuro

A tracciare il futuro dell’iconico edificio - utilizzato in origine per la riscossione delle imposte sul consumo, poi per la pesatura dell'uva portata coi carretti e come sede della Pro loco – è la presidente della Municipalità, Maria Laura Manca. «L’ex Dazio», afferma, «è uno dei nostri luoghi simbolo e intendiamo restituirgli quella funzione pubblica che la sua storia e la sua posizione, nella centrale piazza Italia, meritano. Le modalità sinora previste per la concessione dei suoi spazi e i costi connessi all’utilizzo hanno reso difficile l’accesso alle piccole associazioni. La Municipalità punta a revisionare e snellire tale sistema per facilitarne un uso maggiore e più stabile».

Il cantiere

Il destino dell’ex Dazio non può peraltro prescindere da quello di piazza Italia. «Nel Puc», sottolinea Manca, «è prevista la riqualificazione dell’intera piazza, un intervento importante che potrà essere realizzato solo dopo le opere per la mitigazione del rischio idrogeologico. La sicurezza prima di tutto, ovviamente, ma dobbiamo già pensare a come vogliamo che sia il cuore di Pirri una volta conclusi i lavori. La piazza dovrà tornare a essere un luogo da vivere, non semplicemente da attraversare. Recuperare pienamente l’ex Dazio, riqualificare la piazza e prendercene già da oggi cura significa infatti investire sulla nostra identità».

E la riqualificazione non dovrà fermarsi al suolo pubblico. «È necessario che anche i proprietari di immobili e chi svolge attività commerciali facciano la propria parte, prestando più attenzione alla manutenzione e al decoro di edifici e locali che oggi purtroppo versano in stato di degrado. Il futuro, insomma, dev’essere una responsabilità condivisa».

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