«Prima l’acqua lanciata contro un poliziotto, poi un pezzo di bastone utilizzato contro il personale, quindi uno schiaffo. Eppure, il detenuto è stato fatto uscire dalla cella per effettuare un controllo glicemico. Pochi istanti dopo, un agente della polizia penitenziaria è finito al pronto soccorso con un trauma al braccio e al polso e una prognosi di sette giorni». È accaduto ieri, nel carcere di Uta. «Chi ha disposto l’apertura della cella e quali valutazioni di sicurezza sono state effettuate prima di far uscire un detenuto che aveva già manifestato una condotta violenta?», chiede Luca Fais, segretario del Sappe. «Non contestiamo la necessità di garantire al detenuto le cure e il controllo sanitario di cui aveva bisogno. Contestiamo, invece, una gestione del rischio che deve essere necessariamente approfondita».
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