Oristano, prezzi in calo per il riso ma le aziende puntano sull'innovazione: semina con il drone
Le dinamiche di mercato e l’insularità non aiutano, emerge da un’analisi ColdirettiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Battaglie difficili ma anche innovazioni grazie all'utilizzo dei droni. Il riso sardo si trova oggi davanti a una sfida complessa tra il progressivo calo delle quotazioni registrato negli ultimi mesi e costi produttivi e logistici che continuano a pesare sulle aziende dell'Isola. È quanto emerge dall'analisi realizzata da Coldiretti Oristano sulle rilevazioni delle principali Borse Merci nazionali, che evidenzia una fase di forte pressione sui margini aziendali proprio mentre molte imprese continuano a investire in innovazione, sostenibilità e nuove tecnologie per rafforzare la propria competitività. La lettura elaborata da Coldiretti Oristano mostra come il calo, nell’ultimo anno, ha interessato numerose tipologie. Il Roma, per esempio, è passato da 432 a 312 euro a tonnellata (-28%), mentre il gruppo Centauro-Balilla ha perso circa il 17%, scendendo da 576 a 480 euro. Anche le quotazioni rilevate sulla piazza di Milano confermano il rallentamento del mercato: l'Arborio è passato da 625 a 530 euro a tonnellata (-15%), mentre il Vialone Nano ha registrato una riduzione superiore al 30%, passando da 675 a 460 euro. Quotazioni che non risparmiano altre varietà che hanno registrato riduzioni significative, come il Sant'Andrea passato da 577 euro a tonnellata di ottobre ai 336 euro di maggio, con una flessione superiore al 40%, mentre il Baldo è sceso da 528 a 364 euro (-31%). Un andamento che conferma le difficoltà di un comparto strategico per l'agricoltura oristanese e sarda. Ma non è tutto. Per i produttori dell'Isola il quadro risulta, infatti, ancora più delicato.
Oltre alle dinamiche di mercato, infatti, le aziende devono fare i conti con il peso dell'insularità. Trasportare il riso verso i principali mercati della Penisola comporta un aggravio stimato in circa 5 euro per quintale, un costo che incide direttamente sulla redditività delle imprese e che si somma all'aumento generale dei costi sostenuti dalle aziende agricole negli ultimi anni. "I numeri parlano di una redditività di settore sotto pressione - sottolinea il presidente di Coldiretti Oristano, Paolo Corrias - per le aziende sarde il problema è amplificato dall'insularità, che comporta costi aggiuntivi che i nostri concorrenti non hanno. Per questo diventa fondamentale valorizzare il riso prodotto in Sardegna e in Italia, garantendo reciprocità delle regole negli scambi internazionali e massima trasparenza sull'origine del prodotto". Nonostante le difficoltà la risicoltura sarda, però, continua a investire. È il caso dell'azienda IFerrari, socia di Coldiretti Oristano, che rappresenta uno degli esempi più significativi di come innovazione e tradizione possano procedere insieme. L'azienda continua a puntare su capitale umano, diversificazione produttiva e sulle nuove tecnologie come strumenti per affrontare le sfide del mercato. Una strategia che trova una concreta applicazione in una delle prime sperimentazioni in Sardegna di semina del riso con il drone. Sabato, infatti, l'azienda proverà questo sistema su una superficie di circa 4,5 ettari di risaie per la semina della tipologia Bramante in un programma sperimentale che guarda al futuro. "La semina con il drone che l'azienda iFerrari realizzerà sabato rappresenta il risultato di un percorso iniziato anni fa - ricorda il direttore di Coldiretti Oristano, Emanuele Spanò - Già nel 2018, con il progetto costruito da Coldiretti Oristano insieme a MedSea e Andrea Liverani che oggi guida la Smart Geo Survey, Coldiretti Oristano ha creduto nelle potenzialità di queste tecnologie quando ancora erano poco diffuse nel settore agricolo. Oggi vediamo aziende come iFerrari raccogliere quella sfida e trasformarla in innovazione concreta, con benefici in termini di efficienza e sostenibilità ambientale. Il problema è che mentre le imprese investono sempre di più in qualità, tecnologia e sostenibilità, i prezzi continuano a scendere. Senza una adeguata sostenibilità economica diventa sempre più difficile sostenere anche quella ambientale”. La storia dell’azienda iFerrari trova il suo simbolo nella figura di Angelo Mario Ferrari, fondatore dell'azienda, nominato nei giorni scorsi Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. La consegna dell'onorificenza è avvenuta a Oristano, nel corso della cerimonia organizzata per la Festa della Repubblica. Un riconoscimento che premia una vita interamente dedicata all'agricoltura, alla risicoltura e allo sviluppo del territorio. Classe 1938, Angelo Ferrari è da oltre 55 anni uno dei protagonisti della risicoltura sarda. Tra i fondatori nel 1978 della Cooperativa Sardo Piemontese Sementi, ha contribuito alla crescita di una filiera oggi riconosciuta tra le eccellenze nazionali. "La nomina di Angelo Ferrari a Cavaliere della Repubblica è motivo di orgoglio per tutta l'agricoltura sarda - conclude Coldiretti Oristano - è il riconoscimento a una vita dedicata al lavoro, alla qualità e all'innovazione. La sua storia racconta perfettamente cosa significa fare impresa agricola in Sardegna: affrontare le difficoltà quotidiane senza rinunciare a investire, crescere e guardare al futuro. Un esempio straordinario per le nuove generazioni di agricoltori e per tutto il comparto risicolo regionale”.
