Caro carburante, Cagliari maglia nera d'Italia: il conto per ogni famiglia è di oltre mille euro in più l’anno
Quasi il doppio rispetto alla media nazionale di 600 euro: a incidere la bassa densità abitativa e la scarsità di alternative all’auto per raggiungere scuola, lavoro e servizi sanitariPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È Cagliari la città metropolitana italiana in cui la dipendenza dall'auto privata costa di più alle famiglie, con una media di 1.078 euro in più in dodici mesi, quasi il doppio della media nazionale di circa 600 euro.
Il dato arriva da un nuovo studio di Clean Cities, la coalizione europea di oltre 130 ong e associazioni che lavora per una mobilità urbana a zero emissioni entro il 2035. La ricerca quantifica il costo della dipendenza dall’auto privata nelle grandi aree urbane italiane, mettendo in relazione i dati sull’offerta di trasporto pubblico e sull’utilizzo dell’automobile, i volumi di vendita dei carburanti rilevati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), il parco veicolare registrato dall’Automobile Club d’Italia (ACI) e le variazioni dei prezzi alla pompa. Il risultato evidenzia due componenti del problema: un extra-costo strutturale, legato alla carenza di alternative di trasporto pubblico comparabili alla media europea, e un extra-costo congiunturale, determinato dagli shock dei prezzi petroliferi e dalle crisi geopolitiche. Due fattori che si sommano e trasformano la dipendenza dall’auto in un onere economico per le famiglie.
I DATI – Tredici le città metropolitane analizzate con una quantificazione di quella che i promotori chiamano "Tassa Petrolifera Locale", un costo che non compare tra le spese per i servizi essenziali ma che pesa sui bilanci domestici e che nasce dall'obbligo di usare l'auto dove il trasporto pubblico non offre alternative adeguate. In tutto, nelle aree considerate, la cifra sfiora i 5 miliardi di euro in dodici mesi.
Secondo lo studio, nel caso di Cagliari a pesare sono soprattutto due fattori: la bassa densità abitativa dell'area metropolitana e la scarsità di alternative all'auto. Dove autobus, treni e collegamenti non bastano, per andare al lavoro, a scuola o dal medico serve la macchina, e così il rincaro dei carburanti finisce direttamente nelle tasche delle famiglie.
Il Sud del Paese resta in generale l'area più colpita: a seguire Cagliari sono Reggio Calabria con 800 euro a famiglia e Bari con 677. A Milano la media è di 508 euro. In valori assoluti il primato va a Roma, con 1,14 miliardi di euro.
EFFETTO HORMUZ – A far crescere il conto, secondo lo studio, è poi la crisi legata allo stretto di Hormuz. Tra marzo e settembre 2026 l'impennata dei prezzi alla pompa, sommata alla dipendenza dall'auto, ha prodotto 3,15 miliardi di euro di costi extra nelle città analizzate: in media 381 euro per famiglia. Questa "tassa Hormuz" vale poco più di un quarto del totale. Il resto è un costo strutturale, che le famiglie pagano anche senza crisi internazionali.
DOMANDA RIGIDA – Nelle aree metropolitane rinunciare all’auto è però quasi impossibile: se infatti i prezzi dei carburanti sono saliti del 19,9%, i consumi sono calati appena dello 0,35%. Chi subisce il rincaro, sottolinea lo studio, spesso non ha dunque modo di evitarlo.
«La vera tassa sul carburante non è soltanto quella che vediamo sul prezzo alla pompa: è anche quella che paghiamo quando non abbiamo alternative all'auto», dice Claudio Magliulo, direttore di Clean Cities Italia. «Investire in autobus, tram, metropolitane e ferrovie non significa soltanto ridurre le emissioni: significa abbassare il costo della vita e rendere le famiglie meno esposte agli shock petroliferi».
(Unioneonline)
