Un anno fa per fare un pieno di gasolio (50 litri) in Sardegna “bastavano” 81,90 euro, ora se ne spendono 105,35: sono 23 euro e 45 centesimi in più. Per la benzina il rincaro è stato di 14,70 euro: da 85,50 a 100,20. La guerra del Golfo ha fatto volare i costi dei carburante, e i benefici dei tagli delle accise (l’ultimo varato dal Governo vale 17 centesimi, riguarda solo il diesel e scade martedì prossimo) sono stati rapidamente divorati dagli aumenti continui. La Regione con la Finanziaria ha stanziato 50 milioni di euro per sostenere imprese, agricoltura e trasporti. Il consigliere dei Riformatori Aldo Salaris ha votato contro: «Ci sono risorse importanti e interventi che possono essere utili ma manca un filo conduttore. È una somma di interventi tampone, misure spot e provvedimenti spesso disconnessi tra loro».

Pagare e soffrire

L’Isola non è la sola a pagare e soffrire. A Ferragosto, circa 25 milioni di persone hanno riempito in Italia il serbatoio dell'auto per raggiungere le località di vacanza: la spesa, stima del Codacons, è stata di 370 milioni di euro in più rispetto al Ferragosto 2025. A Cagliari era possibile trovare qualche distributore dove fare il pieno di gasolio a meno di 2 euro al litro (1,99): prezzi impensabili lungo le coste o le strade più battute dai vacanzieri. E finite le ferie non finirà il danno: secondo la Cgia di Mestre, a parità di consumi, per rifornire quest’anno l’Italia spenderà 13,6 miliardi in più dell’anno scorso.

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