Carburante, i prezzi in Sardegna dopo una settimana di sconti: diesel giù di 14 cent al litro, benzina di 11
Da oggi non c’è più lo sconto sulle accise, ma le iniziative delle compagnie hanno portato a un ribasso generalizzato delle tariffe: nell’Isola per un pieno di gasolio si risparmiano 7 euroPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Da oggi non c’è più lo sconto sulle accise del gasolio da 6,1 centesimi di euro. Il taglio fiscale lascia il posto al meccanismo delle accise mobili e potrebbe portare a rialzi dei listini del diesel.
Lo evidenziano le associazioni dei consumatori, sottolineando tuttavia come gli sconti e i price cap introdotti dai marchi petroliferi abbiano portato nell’ultima settimana a ribassi generalizzati dei prezzi in tutta Italia.
Lunedì scorso, 28 settembre, era il primo giorno del price cap introdotto da Eni (2,199 euro al litro per il diesel, 1,99 per la benzina). Nei giorni successivi si sono unite altre tre compagnie, IP, Q8 e Tamoil.
In una settimana il prezzo medio sulla rete stradale in Sardegna è diminuito per il diesel di 14 centesimi al litro, per la benzina di 11: da 2,396 euro al litro a 2,255 il primo, da 2,168 a 2,056 la seconda.
I prezzi restano elevati, ma l’effetto delle iniziative delle compagnie petrolifere si fa sentire nelle tasche dei sardi: un pieno di 50 litri di diesel costa in media 7 euro in meno rispetto a una settimana fa, di benzina 5,5 euro in meno.
L’Isola resta comunque tra le Regioni più care, in particolar modo per il diesel, dove si piazza alle spalle delle sole province autonome di Bolzano (2,290) e Trento (2,258). Quanto alla benzina, in Sardegna si registra il sesto prezzo più elevato.
«L’iniziativa straordinaria, unica in Europa, di realizzare un tetto al prezzo dei carburanti, copre ormai ben oltre la metà dei punti vendita del nostro Paese», sottolinea il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. «Questo sta avendo successo e credo che servirà a calmierare i prezzi dei carburanti in maniera strutturale per i prossimi mesi. Dobbiamo seguire con attenzione, perché si tratta di una misura volontaria da parte delle compagnie petrolifere, cosa che non è accaduto in altri Paesi europei», ha aggiunto il titolare del Mimit.
