In Italia nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte i terreni coltivati a cannabis sativa, dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018.

Una parte rilevante di questi si trova nell'Isola.

Lo afferma la Coldiretti, dopo la notizia del parere formulato dal Consiglio Superiore di Sanità su richiesta del ministero della Salute a proposito della "cannabis light", ovvero a bassa concentrazione di Thc, il principio attivo della sostanza (da 0,2 a 0,6%).

Secondo l'associazione di categoria, il via libera alla "cannabis light" attraverso la legge del 2016 ha contribuito alla diffusione della coltivazione in Italia utilizzata anche per esperienze innovative, con produzioni che vanno dagli eco-mattoni isolanti all'olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a pasta, biscotti e cosmetici.

"Ora - sottolinea la Coldiretti - occorre fare chiarezza per tutelare i cittadini e le centinaia di aziende agricole che hanno avviato nel 2018 la coltivazione di canapa, dalla Puglia al Piemonte, dal Veneto alla Basilicata, ma anche in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna con il moltiplicarsi di esperienze innovative".

Per la coltivazione e vendita di piante, fiori e semi a basso contenuto di principio psicotropo (Thc) si stima un giro d'affari potenziale stimato in oltre 40 milioni di euro alimentato, sostiene Coldiretti.

(Unioneonline/F)

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