Bollette insostenibili per le imprese sarde, Pichetto da Domus de Maria rilancia il nucleare
Competitività frenata: le pmi dell’Isola negli ultimi 12 mesi hanno sostenuto 103 milioni di costi aggiuntivi per la corrente elettrica rispetto alla media europea. L’intervento del ministro durante il convegno di ConfartigianatoL'intervento di Pichetto a Domus de Maria (Ansa-Belvisi)
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Il caro bollette mette in ginocchio le piccole e medie imprese sarde. L’allarme è nazionale, ma in una Regione insulare, in termini di extra cosi, pesa ancor di più.
Il tema è al centro della 22ª edizione della convention "Energies and Sustainability Confartigianato High School", in programma da oggi al 23 settembre a Domus de Maria.
Costo dell’energia alto significa competitività frenata e divario con le altre realtà europee che cresce, sottolinea Confartigianato: «Paghiamo 3,7 miliardi in più rispetto alla media europea, di questi il 47,4% è dovuto a oneri fiscali e parafiscali», spiega il presidente dell’associazione Marco Granelli, che chiede un taglio del prelievo fiscale al Governo.
Quanto all’Isola, si stima che le 95mila piccole e medie imprese sarde negli ultimi mesi hanno sostenuto 103 milioni di costi aggiuntivi per la corrente elettrica rispetto alla media europea. Il caro bollette ha inciso per lo 0,25% sul Pil regionale, la Sardegna è quarta in questa triste classifica: «Bisogna trovare delle soluzioni perché le imprese sarde siano competitive in tutta Europa», ha detto il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna Giacomo Meloni.
A Domus de Maria oggi sono intervenuti, tra gli altri, anche l’ex premier ed ex commissario europeo Paolo Gentiloni, l’ex presidente della Camera Pierferdinando Casini e la governatrice sarda Alessandra Todde.
Il ministro
Ma l’intervento più atteso era quello del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Che da Domus de Maria ha annunciato che mercoledì il Senato approverà in via definitiva la legge delega sul nucleare, che punta a portare l’Italia ad avere la sua prima centrale entro il 2035.
Dove? «Mi sono impegnato a presentare i decreti legislativi con i criteri per l'individuazione delle aree - ha spiegato il ministro -. Anche qui avranno un ruolo rilevante le Regioni, e un ruolo di proposta il sistema delle imprese e i gruppi di consumo». Non saranno grandi centrali, ma «piccoli reattori con una dislocazione molto diversa da quella delle centrali di prima e seconda generazione».
Ma si tratta di soluzioni strutturali, a lungo termine, per questo il ministro ha anche promesso un’accelerazione sul dl bollette, al centro di una trattativa con l’Unione Europea: «Accelereremo sul decreto bollette, anche a costo di uno scontro con la Commissione Ue. Sono europeista, ma abbiamo un interesse nazionale da tutelare. Visto che sei mesi di trattativa non hanno portato ad alcuna conclusione, dobbiamo fare delle scelte nazionali».
(Unioneonline/L)
