"Non c'è più nulla da salvare, le Istituzioni revochino le convenzioni in essere con l'Aias, azienda che si è dimostrata inadempiente da ogni punto di vista". Sono concordi i sindacati al termine del sit-in di stamattina al centro Aias di Cortoghiana promosso dalle segreterie della Funzione Pubblica Cigl, Cisl e Uil del Sulcis iglesiente.

Una protesta silenziosa messa in atto da un gruppetto di 20 manifestanti verso i quali, come ci si attendeva, l'azienda non ha accennato alla minima apertura.

"Anche l'esigua presenza di lavoratori al sit-in la dice lunga sul clima di veleno e timori che si respira nei luoghi di lavoro dove basta una segnalazione non verificata per arrivare a licenziare 5 dipendenti senza neanche l'onere della prova".

Il riferimento è ai recenti 5 licenziamenti per questioni disciplinari che hanno colpito lavoratori di Cortoghiana sulla base delle dichiarazioni di un collega. Un argomento che si sarebbe dovuto affrontare oggi insieme a quello riguardante i 9 stipendi arretrati, nella riunione con i dipendenti della struttura che il management Aias ha rinviato "per evitare strumentalizzazioni" recitava una nota dell'azienda diffusa ieri.

"Aias sta continuando a lacerare un tessuto sociale già sfilacciato, chi deve intervenire lo faccia: parlare ancora di acconti quando si attendono 9 mensilità è inaudito" dice il segretario Cisl Fp Claudio Nuscis alludendo all'avviso con cui Aias ha fatto sapere che pagherà, entro il 13 aprile, il 70 per cento del salario di febbraio 2018.

"Non è più possibile che i lavoratori vengano trattati in questo modo, intervenga un nuovo soggetto in grado di assorbire i lavoratori Aias" è l'appello di Efisio Aresti, segretario Uil Fpl.

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