Premio internazionale per la fiaba di Raffaela Porcu
L’opera dell’autrice sarda conquista il primo posto al Festival Officina MediterraneaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una fervida immaginazione e l’amore per la scrittura le caratteristiche che sin dalla tenera età hanno accompagnato Raffaela Porcu, scrittrice di Ghilarza che ora vanta il primo posto nella sezione “Fiabe e Favole Edite” alla terza edizione del Festival Internazionale di Officina Mediterranea. Ad essere premiata, ad Alba Adriatica gli scorsi 19 e 20 settembre, la sua opera “Una fiaba per la pace”. Per lei era la prima volta di una partecipazione ad un concorso. “Ha insistito perché partecipassi una cara amica dell’Abruzzo, Manuela Rotili. Lei scrive favole e spesso ci confrontiamo dandoci consigli. È stata lei, perché io ero impossibilitata a farlo, a ritirare il mio premio”, racconta Raffaela Porcu. Sono i suoi 5 figli e gli otto nipoti, ovviamente vestendo i panni di principi regine e via dicendo, i protagonisti delle fiabe che racconta. “Tutte - precisa - hanno un finale che insegna qualcosa: la bontà, la fratellanza tra i popoli, il no alle guerre ad esempio”. E questo è il caso anche della fiaba che ha vinto l’importante riconoscimento al festival internazionale. “L’ho scritta con il cuore, tra realtà e fantasia, per la pace nel mondo e per un mondo migliore. L’ho anche donata a Re Carlo III e alla Regina Camilla di Inghilterra. Ho scritto anche a Papa Francesco e all’epoca mi aveva risposto la sua segreteria dicendomi che aveva apprezzato la fiaba. Adesso parteciperò ad altri concorsi e sto scrivendo altre fiabe”.
In “Una fiaba per la pace”, la protagonista dell’opera Claudia, soffre per le guerre, per il "viaggio della speranza" dei migranti e per una Terra inquinata. In sogno un angelo biondo le indica un nuraghe. Lì trova una chiave antica e magica: quando la stringe ed esprime un desiderio, si illumina e purifica il mondo dai malvagi, facendo rinascere pace, garantendo lavoro per tutti, scuole e cure gratuite, mari puliti e libertà di fede. Alla fine la chiave torna al suo posto, in attesa di un'altra persona di buon cuore.
