Nuraghe Belveghile, il sito archeologico pronto a tornare agli antichi splendori
Un progetto per trasformare l’area in una porta di accesso alle bellezze della cittàPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Conclusa la prima fase dei lavori a novembre 2021, riprende l'intervento per la valorizzazione del complesso archeologico Belveghile, a Olbia, promosso dal ministero della Cultura.
Durata cinque mesi, la prima campagna di scavo che ha interessato circa mille metri quadri, ha portato alla luce una tipologia di monumento mai rinvenuta negli insediamenti nuragici in Gallura. Una capanna absidata, lunga diciassette metri, divisa in più vani, e oltre cento utensili in pietra e terracotta (anche integri) che fanno ipotizzare la presenza di un maxi laboratorio utilizzato per attività artigianali.
Entro la fine dell'anno, il completamento del primo lotto dei lavori restituirà il sito per la sua fruizione: sono previsti la creazione di strutture di accoglienza, la sistemazione di un parcheggio per i visitatori e un rivestimento del cavalcavia dal quale è protetto sovrastandolo per una decina di metri.
Scoperto in occasione dell'inaugurazione della Circonvallazione ovest nel 1987, il nuraghe risalente all'età del bronzo, finendo sotto la strada, venne salvato dalla distruzione grazie all'impegno della Soprintendenza di Sassari e Nuoro. La sua sfortunata posizione, inghiottito dallo sviluppo infrastrutturale che ha investito la città negli anni Ottanta, lo aveva reso un tesoro nascosto e adesso il progetto del Mibact intende sfruttare quello che non può essere cambiato valorizzando la coesistenza di storia antica e moderna, unica nel panorama dell'isola, e trasformando il nuraghe Belveghile in una porta di accesso alle bellezze della città, tra la campagna gallurese, il polo industriale e quello residenziale di Olbia.