Scordatevi il vampiro portatore di contagio o l'affascinante signore delle tenebre che fa parte della letteratura classica e anche di tanto cinema. “L'unica storia vera di vampiri” parla sì di una creatura fuori dall'ordinario, ma per colpa di una patologia neurodegenerativa che gli impedisce di riconoscere la propria immagine riflessa e gli ha tolto la parola, precipitandolo in un inferno. Regista e musicista pluripremiato cortometraggio “Falamus”, Paolo Lubinu torna al romanzo.

La terza opera è un racconto che ha la voce di un protagonista che ha perso la voce, che non sii riconosce più e che non riesce a comunicare con gli altri. Frasi brevissime, quasi un cut-up, che aumentano l'immersione in una storia non semplice, brutale, a volte disturbante, che è onirica e carnale al tempo stesso, mentre il “vampiro” cerca prima attraverso la sua ombra (la coscienza) e poi attraverso la violenza di scappare dalla propria condizione, dalle cinghie fisiche e immateriali della malattia, per ritrovare la libertà.

Il libro è stato presentato l'altro giorno al Vecchio Mulino di Sassari e farà tappa ora a Macomer (6 novembre per la Fiera del Libro), a Nuoro (13 novembre, Kairos-festival letterario) e a Ossi il 27 novembre.

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