Il legame tra due figure storiche, i cui percorsi civili e intellettuali hanno fornito un essenziale contributo al pensiero nonviolento italiano: e alle quali viene dedicata l'undicesima edizione del Love Sharing Festival, che sotto il titolo "Capitini e Dolci: voci da un'amicizia" arriva dal 5 novembre al 4 dicembre a Cagliari, con il Teatro Sant'Eulalia come sede principale, in via del Collegio 2.

La rassegna, ideata e organizzata da Theandric Teatro Nonviolento con la direzione artistica di Maria Virginia Siriu e la consulenza scientifica di Salvatore Deiana, ricercatore di Pedagogia all'ateneo del capoluogo, prende dunque le mosse dal rapporto tra Aldo Capitini e Danilo Dolci – stretto nel 1952, quando il primo esternò la sua solidarietà all'attivista d'ispirazione gandhiana, durante il celebre digiuno siciliano – per interrogarsi su come costruire relazioni e comunità capaci di riconoscere e contrastare la violenza, in tutte le sue manifestazioni. E ciò avviene in un programma che si sviluppa attorno a incontri pubblici, reading multiculturali, spettacoli e attività formative rivolte a scuola e università. 

Capitini e Dolci infatti, da quel contatto iniziale, svilupparono un confronto umano e culturale che guardava a riferimenti come la partecipazione attiva, l'educazione della cittadinanza e la trasformazione dei rapporti sociali: la ricerca politica e pedagogica di Capitini da una parte, e l'esperienza della maieutica reciproca di Dolci dall'altra, crearono un punto di partenza per indagare sulle forme del potere, le responsabilità individuali e collettive e le possibilità di dar vita a una società fondata sull'ascolto e la cooperazione. Una concezione sintetizzata alla perfezione da Dolci stesso in un laconico e al contempo eloquente verso, che recita «ciascuno cresce solo se sognato».

Il programma

Nell'apertura di giovedì 5, a inaugurare quest'annata alle 18 è "Con Günther Anders. Per agire prima che sia troppo tardi", incontro con Arnaldo Scarpa che viene dedicato al pensiero del filosofo tedesco e alla sua contemporaneità di fronte a guerre, minacce nucleari e crisi ambientali, nella riflessione sul rapporto tra consapevolezza e capacità di agire. Dopodiché alle 19 esordiscono i Reading multiculturali, percorso fiabesco in sette lingue straniere e accompagnato dalle traduzioni italiane, fra racconti di radici, tradizioni, memoria dei luoghi e incontri con le culture altre, alla ricerca degli elementi comuni all'umanità intera. La prima giornata viene chiusa alle 20 dal dialogo "Le verità", con Susi Ronchi, Silvano Tagliagambe, Micaela Morelli e Roberta Secci a presentare il volume realizzato da GiULiA Giornaliste Sardegna in collaborazione con l'Università di Cagliari: diciotto voci esperte in un focus sui meccanismi di post-verità e infodemia, discutendo sulla complessa relazione tra informazione, conoscenza e responsabilità. 

Gli appuntamenti di venerdì 6 hanno inizio già alle 14, con l'Aula Capitini della Facoltà di Studi Umanistici che ospita Gabriela Falcicchio in "La pedagogia politica e sociale di Aldo Capitini e la nonviolenza", approfondimento sulla connessione tra istruzione, attivismo politico e cambiamento sociale nel pensiero dell'autore e ricercatore, preceduto dai saluti istituzionali della direttrice del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia e Filosofia Elisabetta Gola e dagli interventi introduttivi di Salvatore Deiana sulla pedagogia sociale e Claudia Secci sulla pedagogia politica. Si fa ritorno a Teatro alle 18 per "Donne, disabilità e media. Parole vs barriere", conversazione con Ronchi, Donatella Petretto, Sandra Pani e Daniela Paba sui media e la rappresentazione delle persone con disabilità, nell'urgenza di superare stereotipi, paternalismi e discriminazioni, guardando soprattutto all'esperienza femminile. Secondo giro di Reading multiculturali alle 19, cui segue un'ora dopo un nuovo incontro con Falcicchio, dal titolo "Antifascismo tra i giovani", sul significato dell'antifascismo come formazione civile, riconoscendo le forme di autoritarismo e le possibilità di azione nonviolenta. 

La terza giornata di sabato 7 prende il via alle 9 nell'Aula 3 della Facoltà di Studi Umanistici, con Tiziana Rita Morgante che conduce il laboratorio di maieutica reciproca "Dal trasmettere al comunicare", introdotto da Salvatore Deiana e con consegna degli attestati al termine. Alle 17 di nuovo in Teatro, con "Oltre ogni confine. Di volti, di luoghi, di inquietudini e di sogni", dialogo che ha per protagonisti Pierpaolo Loi e Carlo Bellissai, ad affrontare le tematiche di pace e giustizia sociale attraverso la poesia e nella ricerca di ciò che unisce oltre le differenze. Dalle 18 Falcicchio e Giada Martino prendono la parola per "L'atto atomico della non violenza", facendo emergere tutta la praticità di un pensiero nonviolento che non può restare soltanto teorico, seguite alle 19 dalla terza parte dei Reading multiculturali e alle 20 da "La strada dell'adattamento maieutico reciproco", talk sull'eredità pedadogica del metodo dolciano con Morgante, Caterina Benelli e Annabella Coiro, che partendo dai volumi "Educare e disobbedire. In dialogo con Danilo Dolci", "Danilo Dolci educatore di comunità fragili. Una prospettiva interdisciplinare" e "BeHuman. Donne e uomini che hanno scelto la nonviolenza attiva" tracciano l'importanza dell'ascolto e della costruzione condivisa della conoscenza come strumenti di crescita personale e comunitaria, coordinate da Deiana. 

Ancora, lunedì 9 alle 9 è l'Aula Magna dell'I.T.I. Marconi di via Pisano a far da sfondo a "Smontare il virus del dominio a scuola: riconoscere la violenza implicita e trasformarla in pratiche di nonviolenza", incontro, corso di formazione e seminario tenuto da Coiro: l'iniziativa affronta i meccanismi di dominio e le forme di violenza implicita anche tra le mura scolastiche, proponendo strumenti educativi per riconoscerli e trasformarli, con introduzione di Andrea Degiorgi del Centro Studi per la Scuola Pubblica e consegna degli attestati alla conclusione.

Ma Love Sharing Festival non si ferma queste occasioni di approfondimento e formaizone, con il festival che prosegue per ben tre spettacoli al Teatro Sant'Eulalia, toccando i temi di scelta, crescita e rapporto tra violenza e giustizia: si comincia venerdì 20 alle 19 con "La via del male", produzione della Compagnia Teatrale García Lorca tratta dall'omonimo romanzo di Grazia Deledda e diretta da Patrizia Viglino, per continuare venerdì 27 alla stessa ora con la conferenza-spettacolo "Pinocchiuccio mio", di e con Daniele Giuliani in una produzione targata Teatro Nucleo, e infine chiudendo venerdì 4, un'ultima volta alle 19, con il gruppo Teatro S'Arza che presenta la rilettura delle "Coefore" di Eschilo diretta da Romano Foddai e interpretata da Maria Paola Dessì, Francesco Petretto e Stefano Petretto.

Il festival viene realizzato con il contributo di Regione e Fondazione di Sardegna, a cui si aggiunge la collaborazione dell'Università di Cagliari e del Centro Culturale Sant'Eulalia, oltre che di GiULiA, Libreria Miele Amaro, Comitato Sardo di Solidarietà e Warfree – Lìberu dae sa gherra.

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