Un altro sistema
Caffè Scorretto
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S i vocifera che potrebbero richiamarci alle urne subito dopo il varo di un altro sistema elettorale. Pensiamoci bene, il Porcellum, Mattarellum e il frizzante Rosatellum hanno confuso ancora di più l’itinerario che avrebbe dovuto portaci al buon governo e che invece ha incardinato in Parlamento amici e compagni di stretta obbedienza e di scarsa rilevanza. Dovevamo avere conservatori e progressisti e invece ci ritroviamo davanti a saltimbanchi; altro che di qua o di là, c’è chi in mezzo ondeggia felicemente in tutte le direzioni: equilibristi del potere. Quante illusioni e che rovine hanno provocato la demagogia, il tornaconto e l’incoscienza di certi governanti. Il referendum dei giorni scorsi non è la svolta di questo o quel partito e neppure la forza dei giudici ma la riscossa dei giovani scesi a difesa di una bella settantottenne: nostra signora Costituzione nata dalla Repubblica fondata sul lavoro, ma non su quello degli altri. Lì dentro c’è il Paese sognato che si prende a cuore la salute delle persone, si occupa delle scuole, dei giovani e degli anziani, riconosce i meriti. Finiamola con le mitragliate di leggi e leggine, la nostra Repubblica non scarseggia di norme ma di persone disposte a rispettarle. Qualunque sia la data del voto evitiamo di imbarcarci in altri “governi ponte”, auspichiamo invece qualche “governo strada”: per camminare.
