P rima camerieri e personale d’albergo si riusciva a trovarli facilmente. E pure a retribuirli per un certo numero di ore, ma facendoli lavorare il doppio: orari massacranti e paga poco più che simbolica. Adesso non più, nemmeno applicando lo stipendio giusto.

Se ne parla e scrive spesso, così come di medici e infermieri, ma la vera specie in via d’estinzione è un’altra: chi guida i mezzi pubblici. Un mestiere tranquillo a patto di non farlo su una strada italiana, dove le norme sono un suggerimento e l’insulto è compreso nel biglietto. A volte, pure le botte.

Dalla Toscana arriva un dato che fa riflettere: più di cinquanta autisti di bus si sono dimessi quest’anno, stremati da cantieri continui, traffico e passeggeri furiosi. Ormai, se il bus è incastrato nel traffico, la colpa è di chi guida perché il mezzo non ha le ali. I sindacati avevano chiesto la priorità ai semafori, ma la risposta è stata la solita: nessuna. E i balordi a bordo spadroneggiano.

Quando abbiamo deciso di rottamare il rispetto? Probabilmente quando s'è capito che l’inciviltà costa poco. Senza controlli, con processi lunghi e sanzioni ridicole, il far west è servito. E gli autisti si chiedono: in un Paese da tempo senza guida, perché al volante dovremmo stare proprio noi?

© Riproduzione riservata