Solo figliastri
Caffè Scorretto
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D ieci anni fa si spense Marco Pannella, peccatore virtuoso, ossimoro incarnato. Fu, dapprima, un liberale anomalo, troppo libertario per essere accolto nel mondo borghese dei liberali e della loro politica, troppo trasgressivo sia per i democristiani sia per i comunisti, che in quegli anni si spartivano i favori dell’elettorato lasciando briciole agli altri. Combatté da solo furiose battaglie per il riconoscimento di diritti civili, che grazie ai suoi digiuni, agli incatenamenti e alle diluvianti prediche savonaroliane, sono oggi acquisiti e indiscutibili. Si scontrò con le destre e con le sinistre, con i centristi e con gli extra parlamentari. Divorzio, aborto, obiezione di coscienza, emancipazione della donna, libertà sessuale, diritti delle minoranze, a cominciare da quelli degli omosessuali e dei carcerati, sono stati sue battaglie e sue vittorie. Per raggiungere i suoi obiettivi stringeva alleanze anche col diavolo, che ricacciava nell’inferno quando non gli serviva più o, peggio, gli si opponeva. Si scontrò con gran parte del mondo politico, che gli diede l’ostracismo. Sembrarono perciò ipocriti subito dopo la sua morte gli omaggi, gli onori, gli ossequi che gli tributarono personaggi, partiti, istituzioni che egli aveva fieramente avversato e che spesso lo avevano denigrato. Non ha lasciato figli, solo figliastri.
