Piccoli scandali
Caffè Scorretto
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V anna Marchi e figlia calpestano la sala nobile del Campidoglio per ricevere un premio internazionale alla cultura (sic) e dopo tre giorni, su lasciapassare di un consigliere capitolino, palazzo Valentini, sede della Città metropolitana, si offriva agli ufologi. Il sindaco Gualtieri ha chiesto ai dirigenti di aprire gli occhi e rivedere i criteri di concessione. E che sarà mai! Storie minime che però hanno il potere di riportarci alla solita e scontata ma non per questo inutile domanda: ma possibile mai che in questo Paese si gridi allo scandalo solo dopo il botto che tremar la terra fa? Matteo l’Evangelista ammoniva”: è necessario che lo scandalo avvenga” ma aggiungeva “guai all’uomo per colpa del quale lo scandalo avviene”. A ricordare gli immensi danni patiti dal Paese e finiti regolarmente in gloria non basterebbero tre finanziarie. In confronto le concessioni delle due sale non varrebbero un apericena vista Pantheon. L’umorista Ennio Flaiano nel racconto “Un marziano a Roma” immaginava lo sbarco di un extraterrestre, ironizzava sui galà in Campidoglio e le cene nei ricchi salotti della Roma imperiale. Finché i romani stanchi delle passerelle a sbafo con un “un suono, lungo e plebeo “accompagnarono l’alieno all’aeronave che gli albergatori, tra vedere e non vedere, avevano fatto pignorare. E così, tra una pernacchia e due risate l’Italia va.
